
Al giorno d’oggi si può dire che non manca di certo il modo e la maniera di comunicare tra social network vari, chat personali etc. di sicuro ogni giorno non si fa altro che parlare e parlare.
Sulle piattaforme social, l’interazione quotidiana non manca: scambio di dialoghi, commenti, opinioni. Da quando sono diventate di pubblico dominio, si sono moltiplicate anche voci insensate e ingiustificate, quelle che, per usare un eufemismo, definisco puramente gratuite. Commenti che possono arrecare danni emotivi, psicologici e persino economici. Un esempio? Le critiche poco costruttive rivolte alle pagine di attività commerciali. Non parlo delle recensioni—quelle sono un’altra cosa—ma di espressioni spesso immotivate, frutto di un accanimento ormai diffuso in ogni ambito. Le parole possono essere affilate come lame e ferire profondamente. Volendo restare in buona fede, voglio pensare che, nella maggior parte dei casi, chi scrive non si renda davvero conto del dolore che certi giudizi possono provocare.
Naturalmente, i personaggi pubblici sono tra i più esposti a questi attacchi gratuiti. Eppure, mi viene da pensare: se qualcuno non ci è simpatico, non sarebbe più semplice evitare di seguirlo? Ma il problema non riguarda solo le persone note—anche utenti comuni, con un semplice profilo social, diventano bersaglio di questo tipo di atteggiamenti.
Quando si commenta sui social, bisognerebbe sempre avere un certo riguardo e riflettere bene su ciò che si scrive. Mai dimenticare che le parole, soprattutto se messe nero su bianco, possono colpire come fulmini, ferendo profondamente la sensibilità altrui.
Esiste un modo e un tono più appropriato per esprimere una critica. Basterebbe, talvolta, mettersi nei panni di chi la riceve: forse si riuscirebbe a usare un linguaggio più rispettoso. Ma ormai la maleducazione sembra dominare ogni spazio, riflettendosi tristemente anche nel linguaggio comune
In questo post ho cercato di mantenere un tono moderato e imparziale, parlando della questione in termini generali. Ma non crediate che io sia così indulgente su certi comportamenti. Conosco bene alcuni termini per definire certe espressioni, ma poiché mi piace dare il buon esempio, ho evitato estremismi, preferendo restare sul vago anche a costo di sembrare scema. So che affrontare l’argomento avrebbe potuto farmi perdere la calma, tanto più che recentemente un caso del genere ha coinvolto una mia amica. Se mi conoscete un po’, potete immaginare che chi è mio amico condivide con me molte caratteristiche. Quindi potete anche immaginare quanto poco meritasse certi attacchi, ricevuti soltanto per aver espresso educatamente il proprio pensiero sulla situazione attuale. Eppure, è bastato questo per scatenare un’ondata di commenti offensivi da parte di utenti che nemmeno fanno parte della sua cerchia di contatti.
Ogni giorno mi convinco sempre di più che persone come noi e tra questi noi ci siete anche voi, blogger che seguo (altrimenti non vi seguirei), dovrebbero essere la normalità. E invece, sembriamo sempre più marziani.


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