
Ciao a tutti, come già spiegato in precedenza, il post odierno è dedicato a Filippo Fenara.
La poesia che oggi vi propongo risale all’aprile 2020. Come ogni qualvolta assieme al copyright, in calce il link al suo blog, lo ritengo doveroso e utile per tutti coloro che non hanno avuto modo di conoscerlo prima d’ora.
Vi auguro una buona lettura della poesia che segue:
ABBANDONO
L’abbandono e i suoi significati scontati,
le ali spiegate ed immobili come gabbiani,
in un sapido liquido svanire sulle labbra.
L’abbandono sa di vele, di venti contrari,
di rose decapitate del bocciolo,
è una canzone senza finale
eseguita da un tempo consumato.
Forse la fine coincide con il distacco,
tutto il resto è vita stagnante,
andare avanti senza sapere dove
o naufragare inesorabili
in un torbido bicchier d’acqua.
L’abbandono, virtù dei codardi
o forse, solamente,
l’incorrere delle stagioni
che sacrifica foglie sui marciapiedi.
© 12/04/2020 Lemiecosepuntonet


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