Ciao a tutti, in ricordo di Filippo Fenara, oggi vorrei postarvi una sua poesia.
Credo che su questa piattaforma sia stata nota a quasi tutti noi la sua preparazione letteraria e la sua perspicata intelligenza e non solo, ma anche per coloro che hanno avuto modo di conoscerlo un pochino di più, la splendida persona che era, l’ umanità, la sensibilità e la cordialità che aveva.
Nel pieno rispetto di colui che è stato per ognuno di noi, di quel Filippo che abbiamo avuto modo di conoscere anche o soltanto attraverso le sue poesie e le recensioni delle carte a carbone che postava sul suo blog, gradirei nella prima settimana di ogni mese, il dedicargli un post copiando dal suo blog una delle sue tante poesie e anche le sue magistrali recensioni su altri autori con annesse le poesie.
Sino che il suo blog sarà attivo vorrei fare un copia e incolla delle sue opere (dal suo blog non è possibile condividere su whordpress) menzionando anche il periodo del suo scritto e il link al suo stesso blog. Purtroppo non esiste un libro della sua arte poetica, negli ultimi tempi stava preparando la stesura per la pubblicazione del suo primo libro di poesie…
Per onorarlo, per richiamarlo alla nostra memoria e perchè no, per farlo conoscere e per fare comprendere a chi non lo avesse conosciuto, lo spessore di persona e di autore meritevole quale era.
Per iniziare oggi ho copiato una sua ode che ha scritto abbastanza recentemente:
30 settembre 2020
Sudicio Suicidio
Aria densa fuligginosa,
respiro in affanno,
oceani tiepidi
tracimano di superfluo,
scatolette accodate
sugli snodi bituminosi,
amanite allestite nei discount,
attraenti e venefiche primizie,
strade di mozziconi e scarti
esistenze monouso
come mascherine e guanti,
poeti claudicanti
dalle ispirazioni estinte
sotto il carico indifferenziato
d’attitudini contraddistinte
da basura di coscienze sudicie
dell’ignoranza che decide,
la noncuranza nel singolo gesto
che come bisturi, incide.
© 2 + 0 = 2 – 0 / lemiecosepuntonet


Scrivi una risposta a Alidada Cancella risposta