Metabolizzare


Giusto ieri sera, mentre stavamo cenando, mi sono ritrovata a parlare con mio marito di una cosa che mi accompagna da sempre: la mia eterna difficoltà nel metabolizzare ciò che mi accade, sia quando è bello sia quando è brutto. È come se avessi un sistema interno che non funziona a scatti, ma a rallentatore. Una sorta di digestione emotiva lenta, lentissima, che non segue i tempi del mondo ma solo i miei.

Quando succede qualcosa di gioioso, entro in una specie di bolla luminosa: per almeno un paio di giorni rimango sospesa, quasi stordita da quella felicità improvvisa. Poi, piano piano, la bolla si sgonfia, si assottiglia, e la gioia si deposita sul fondo come una polvere leggera. Il bello, insomma, arriva, mi avvolge, mi entusiasma… ma ci mette un po’ a diventare parte di me.

Il negativo, invece, fa un percorso diverso: non si limita a passare, si incide. Quando qualcosa mi ferisce, mi turba o semplicemente mi destabilizza, sembra che nella mia memoria resti una piccola scalfittura, un graffio che non si rimargina subito. E lì l’assimilazione diventa ancora più lenta: il malessere rimane, si attacca, si ripresenta nei momenti più improbabili. Così mi ritrovo a convivere per giorni con quel ricordo che mi scombussola, che mi fa girare la testa, che mi appesantisce. E, fino a oggi, non sono ancora riuscita a trovare una strategia efficace per combattere questo ristagno emotivo che mi porto dietro come una valigia troppo piena.

Nel bel mezzo di questa mia riflessione, il caro maritino ha pensato bene di intervenire con una battuta affermando che meno male che invece il cibo l’ho sempre metabolizzato bene, perché altrimenti sarei una cicciona e non gli piacerei più.

Romantico, eh? Un vero poeta contemporaneo, un uomo che sa come sollevare il morale della moglie quando è già a terra. Se avevo bisogno di una spintarella finale per scivolare ancora più giù, lui me l’ha data con la grazia di un elefante su un trampolino.

E quindi, da oggi, oltre a dover gestire la mia lentezza emotiva, dovrò anche stare attenta a non esagerare col mangiare… non si sa mai che anche il mio metabolismo basale decida improvvisamente di scioperare e io mi ritrovi a dover affrontare un’altra tragedia: quella di non piacere più al mio romantico consorte.

Fotografia personale




10 risposte a “Metabolizzare”

  1. Ognuno ha i propri tempi per metabolizzare ciò che sente, e credo che la sensibilità abbia spesso una digestione molto più lenta della vita. Il bello si deposita, il dolore si incide…splendida questa differenza. Sul marito, invece, direi che la capacità di metabolizzare certe battute è una virtù indispensabile.

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  2. Dai, è stato ironico. Ha alleggerito la controversia con te stessa. Un romanticismo diverso.
    Certo che le cose belle si metabolizzano subito mentre le altre. Ma quando si è centrati su se stessi nulla tange, tutto scorre come un fiume che non inonda.
    Buona giornata Giusy 🌹

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  3. Siamo differenti: io ho la emotività velocissima, e pure con lungo strascico.

    Marito molto poetico, in effetti.
    :)

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  4. Concordo che la battuta è stata poco romantica, ma spesso gli uomini non sono molto delicati con l’umorismo, e forse voleva sdrammatizzare. Pensa che il mio, dopo la morte di mio padre, mi disse di consolarmi che a Natale avrei avuto un piatto in meno da lavare…

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      1. C’è da dire che mio padre è morto in estate e la battuta è stata fatta nel periodo di Natale. Ma sempre di cattivo gusto rimane.

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      2. Cattivissimo proprio

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  5. Come sai raccontare in modo stupendo il tuo mondo interiore, carissima Giusy.

    Per quanto riguarda tuo marito… stendiamo un velo pietoso sulla sua ‘delicatezza’!

    Ti mando un grande abbraccio.

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  6. Secondo me , da marito, tuo marito è stato bravo 😂😂😂
    Alla fine era un complimento per dirti che gli piaci come sei.
    Magari il tempismo non era perfetto ma noi uomini difficilmente siamo opportuni😉
    Comunque credo che la tua sensibilità sia l’origine della tua difficoltà. Nel bene e nel male.
    Un abbraccio e buona giornata cara Giusy (e un saluto dal Sindacato Mariti).🤗🤗🤗

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  7. Non si tratta di lentezza dell’apparato digestivo delle emozioni, bensì di particolare sensibilità che privilegia le impressioni dolorose e negative a quelle rosee e positive. Bisognerebbe riuscire ad equilibrare l’apparato digerente dell’emotivita.
    Buona giornata 🙏 🌹

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