
Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose… ci si può spingere a cercare quel che c’è sotto. Ma la superficie delle cose è inesauribile.
Per i consueti saluti del venerdì, ho scelto la citazione di cui sopra tratta dal libro Palomar di Italo Calvino.
La considero una citazione poetica, capace di spiegare come l’infinito della superficie riveli che il mondo ha sempre una parte di mistero. Nessuna osservazione riesce a cogliere la realtà nella sua interezza: c’è sempre un dettaglio che sfugge, una nuova angolatura, un senso che si aggiunge.
Questa visione si contrappone nettamente a coloro che credono di capire tutto immediatamente e invita invece all’umiltà intellettuale. Dobbiamo accettare che la nostra conoscenza non sarà mai completa. Persino le cose più ordinarie possono aprirsi all’infinito quando le guardiamo con attenzione autentica.
La riflessione ci ricorda che imparare a osservare significa recuperare un rapporto più autentico con la realtà. È proprio nella capacità di guardare attentamente le cose che nasce la vera profondità. E questo è uno degli aspetti più affascinanti del pensiero di Calvino: non si può arrivare al cuore delle cose senza averne prima conosciuto la superficie.
Anche nei rapporti umani questa frase ha un peso importante. Spesso ci illudiamo di comprendere gli altri subito, guidati da impressioni veloci o valutazioni superficiali. Ma ogni essere umano è ricco e inesauribile, proprio come la superficie descritta da Calvino. Ogni volto, ogni gesto, ogni parola può essere letta in modi diversi.
Come ogni venerdì, mi fa piacere concludere la settimana augurando a tutti un buon weekend. by Giusy


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