Premetto che la sera non guardo molta televisione: non ne sono particolarmente amante, a meno che non trasmettano qualche serie che mi piace davvero. A volte mi metto alla ricerca delle prime puntate di vecchie fiction che anni fa mi avevano appassionata, quasi come un piccolo rito di nostalgia.
In mezzo a tutto questo ambaradan estate o inverno che sia, finisco comunque per guardare la televisione — quando la guardo — fino alle 23.00 massimo 23.30; poi arriva il mio momento preferito, quello in cui mi metto a leggere.
Di solito, quando apro un libro, mi ci immergo completamente. Purtroppo però, in sottofondo sento sempre quel rumorino costante della televisione, perché chi è con me — l’adorato maritino — continua a guardarla. Le mie serate scorrono un po’ così: leggo, mi concentro, ma non riesco mai a farlo davvero in santa pace. Solo quando finalmente rimango da sola, allora sì che cambia tutto. Lascio la televisione accesa solo per compagnia, ma metto una radio che trasmette soltanto musica — new age, elettronica, disco, dipende dall’umore — e il volume resta basso, come un soffio.
È in quel momento che mi adagio comodamente sul divano, completamente rilassata, e mi gusto davvero la trama del libro che ho tra le mani. Quella per me è la parte più bella della giornata, un piccolo lusso che mi concedo e che custodisco gelosamente.
Alla fine della serata, quando la notte comincia a farsi sentire e accompagnata dalla sua magia, mi ritrovo completamente in pace con me stessa. È un attimo prezioso, al quale non saprei rinunciare mai. Proprio in tarda serata raggiungo quella quiete che vorrei avere anche durante il giorno, ma che purtroppo è difficile trovare tra impegni, pensieri e tutto ciò che incombe nelle ore diurne.
Peccato che duri appena un’oretta, finché non comincio a sbattere gli occhi per il sonno. A volte, e ne sono felice, riesco a prolungare quel momento per un’ora e mezza; più raramente arrivo addirittura a due ore. Quando succede, è una piccola festa, anche se al mattino faccio fatica a svegliarmi. Ma se ripenso al motivo di quella fatica, beh… mi desto come un grillo.



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