Non lo capisco davvero…
Domenica mi sono ritrovata stanca morta, forse anche per via della prima settimana lavorativa di orario unico, tutto concentrato al mattino. Ero così provata fisicamente che già dal sabato non avevo alcuna voglia di correre in montagna. In realtà sarei rimasta volentieri a casa tutto il giorno, se non fosse stato per il maritino che ha insistito almeno per andare a pranzo fuori.
Poiché non avevo alcuna voglia di trascorrere tempo in auto, seppur non guidando — ero proprio inversa in tutti i sensi — ho prenotato in un ristorante in una frazione vicina, dove non eravamo mai stati.
All’arrivo, il parcheggio ombreggiato è stato già un bel sollievo. Il locale era carinissimo, un po’ in stile inglese, e al suo interno una pianta scendeva dall’alto fino al piano ristorante. Naturalmente non ho resistito: l’ho fotografata con lo smart e ho chiesto alla proprietaria che tipo di pianta fosse. Con mia sorpresa, ha aggiunto che la pianta è capovolta. Fantastico! Ah dimenticavo piccolo particolare, abbiamo mangiato bene e siamo rimasti soddisfatti.

In fondo alla sala, rispetto al nostro tavolo, abbiamo visto una tavolata imbandita, con già qualcuno seduto e qualcun altro che si aggirava nei dintorni.
Mentre attendevamo le nostre portate già ordinate, è arrivato un signore piuttosto distinto, seguito da alcune persone. E guarda caso lo conosco: è un nostro cliente, un imprenditore parmense con cui collaborato diverse volte .nell’arco di ogni anno Al suo arrivo tutti si sono messi ad applaudirlo e a fargli festa: era il suo compleanno, 65 anni portati davvero bene. Oggi come oggi tale età è ancora considerata piuttosto giovane, e posso testimoniare che lui lo è sotto tutti i punti di vista, compresa una mentalità decisamente giovanile.
Poiché sono una persona educata, quando ormai i loro festeggiamenti erano terminati, mi sono alzata per andare a fare gli auguri al festeggiato. Lui avrebbe voluto che ci fermassimo a pranzo con loro, come suoi ospiti. Per ovvi motivi, con cortesia e tutti i riguardi del caso, ho declinato l’invito, salutandolo e dicendo che lo aspettavamo in ufficio per la prossima collaborazione, che — come accade immancabilmente — arriverà con l’autunno.
Francamente, nel vedere i parenti che al suo arrivo lo festeggiavano applaudendo e suonando i fischietti, mi sono venuti gli occhi lucidi per la gioia. Era bellissimo osservare quella tavolata di persone — giovani e giovanissimi — che lo celebravano: figli, nipoti, pronipoti, amici e parenti vari. Ho detto a mio marito che bello essere “anziani” e sentirsi così amati dalla propria famiglia.
Il maritino, invece, non era affatto d’accordo con il mio sentire; anzi, a detta sua, a una certa età bisognerebbe evitare i festeggiamenti e restare piuttosto in pace con sé stessi, aggiungendo: meditare…
Io, rimanendo nel mio punto di vista, gli ho detto che in un festeggiamento così ci vedevo della poesia. E che forse, col passare degli anni, lo ha dimenticato, ma anche noi un tempo festeggiavamo i nostri anziani — sia dalla mia parte che dalla sua — andando a pranzo fuori. Certo, la nostra tavolata al massimo era di sei, otto persone.
Niente, non l’ho smosso di una virgola. Anzi, con una calma che quasi stona, ha ribadito che forse, essendo un signore pieno di soldi, era proprio questo il motivo per cui tutti gli stavano attorno.
A me pare follia pura: come se il denaro potesse cancellare la capacità di provare affetto, come se chi ha molto non potesse essere amato davvero ma solo circondato da interessi. È un’idea che non riesco a far entrare nella mia testa, e ancora meno quando a pronunciarla è mio marito.
I punti di vista, spesso e volentieri, anche nelle coppie più solide, possono essere molto distanti. E poi meno male che la nomea di “fuori di testa” ce l’ho io.
Di sicuro è comprensibile — e non lo dico per giustificarmi — il motivo per cui io non sappia esprimermi in termini poetici o romantici. Quotidianamente ho a che fare con un pezzo di piombo, per di più anche cinico: come potrebbe mai uscire qualcosa di poetico e romantico dalla mia mente e dal mio cuore?
Scherzi a parte, era solo per chiudere con un po’ di ironia, sono più che mai consapevole che il maritino non c’entra niente con la mia mancanza di poetica e di romanticismo.


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