
Luglio col bene che ti voglio, vedrai non finirà…
Quella che potrebbe sembrare una citazione di apertura, in realtà è il ritornello di una canzone del ben lontano 1968, cantata da Riccardo Del Turco la quale giorni addietro ho ascoltato alla radio. Ebbene, personalmente questo ritornello lo invertirei così:
Luglio col male che ti voglio, vedrai che non terminerà…
E già questa semplice inversione direi che la dice lunga su quanto io adori – all’esatto contrario – questo mese.
Luglio e il suo successore agosto: due periodi dell’anno che durano trentuno giorni ciascuno, in totale sessantadue giorni che cancellerei molto volentieri dal calendario, complice l’afa che puntualmente si preannuncia. E sino a oggi, con la fine di giugno, direi che ne abbiamo avuto un assaggio e oltre…. Se continuerà così, non so fra tutti come andremo a finire.
Molti di voi lo sanno, perché l’ho sempre detto: non amo l’estate col caldo che comporta. Abitando poi – come dico io – in Padania, lascio immaginare quanto possa amare un caldo che qui è solo afa, quella che non ti fa respirare e se devi uscire per fare commissioni (ore lavorative permettendo), ti senti completamente soffocare…
L’unica cosa carina di questi mesi sono i fiori: i miei terrazzi con le balconiere fiorite, il giardinetto rigoglioso con i suoi cespugli alcuni fioriti e altri belli verdi brillanti e che amo prendermene cura annaffiandoli, fertilizzandoli e quant’altro per renderli splendenti, sono il mio orgoglio. Per il resto, ripeto, è un periodo dell’anno che cancellerei dal calendario senza se e senza ma!

A onor di cronaca, questi due mesi hanno anche un altro vantaggio per quanto mi riguarda, fumo di meno, e questo è un gran bene. Sono una fumatrice un po’ anomala: non fumo in casa perché l’odore negli ambienti chiusi mi dà fastidio da sempre. Estate o inverno – non vedo l’ora che torni – fumo soltanto sul terrazzo.
In primavera e in estate c’è il tavolo con le sedie quello che chiamo affettuosamente – il mio salottino – quindi mi siedo tranquilla a fumare la sigaretta; mentre in inverno fumo, diciamo, in piedi, come si può immaginare. Ma non importa, pur di fumare…
Ebbene, tornando al discorso: in estate fa talmente caldo, e sto talmente sempre rinchiusa o in ufficio o in casa col clima acceso, che non mi passa neppure per l’anticamera del cervello di uscire a fumare sul terrazzo. Anche di sera, sino almeno alle ore 22.00, quando è così caldo, neppure in collina – dove risiedo – arriva una bava d’aria. Poi magari non dico che recupero, però do pieno sfogo alla voglia di fumare quando finalmente arriva un po’ ventilato.
Un’altra cosa, se vogliamo dire “positiva”, di questi due mesi è che ogni fine settimana, esausta di tutto e di tutti, vado sempre in montagna. Almeno nei weekend riesco a respirare, a sentirmi un essere umano con tutte le sue capacità, a scorribandare tra i sentieri in mezzo al verde e non con il cervello annichilito, in cui funziona soltanto un neurone. E per fortuna almeno uno, perché devo lavorare purtroppo!
Ecco, vi ho presentato com’è il mio stato emotivo nel periodo più caldo dell’anno, che per me è sempre luglio. Già ad agosto le giornate si accorciano, il sole cala prima e, per quanto caldo faccia ma come sempre accade, la prima burrasca di agosto rinfresca il costo come si suol dire. In verità dopo Ferragosto la situazione inizia lievemente a migliorare. Poi finalmente arriva settembre e con ottobre inizia il periodo a me più favorevole, quando ritorno attiva al mille per mille e vaiii… è esattamente così che mi piace.
E per coloro che ancora non lo avessero capito, ebbene sì: amo l’inverno.


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