
Per concludere il giro turistico a Valeggio, al rientro abbiamo fatto sosta per il pranzo a Mantova per poi andare a visitare il meraviglioso PalazzoTe, uno dei più spettacolari esempi di villa rinascimentale nella zona alle porte della città.
L’intero complesso, decorato tra il 1525 e il 1535, fu ideato e realizzato da Giulio Romano per Federico II Gonzaga come luogo destinato all’ozio del principe e ai fastosi ricevimenti. Sin dall’origine il Palazzo si apriva, attraverso spaziose logge, su ampi giardini destinati a rendere gradevole il soggiorno, pensato su imitazione delle antiche ville romane.

Sebbene anche esternamente si conservino tracce di zone affrescate, è soprattutto negli interni che si può apprezzare le preziose decorazione ad affresco e i raffinatissimi stucchi che ornano la villa. Anche l’intera decorazione degli ambienti fu realizzata su progetto di Giulio Romano che ideò non solo la struttura architettonica dell’edificio come detto sopra, ma pure gli splendidi cicli decorativi ad affresco, i camini, i soffitti, i pavimenti di tutti gli ambienti, curandone ogni dettaglio, per poi affidarne l’esecuzione a una serie di qualificati collaboratori.


In tutto questo contesto vi è stata una stanza che mi ha particolarmente catturata ed è la Camera dei Giganti, un ambiente dalle pareti al soffitto, adornata con affreschi e con stucchi di un decoro unico.


Da questa narrazione avrete compreso che Palazzo Te è davvero un luogo meraviglioso, ricco di arte, personalmente nel girare tra una stanza e l’altra ero completamente estasiata nel vedere così tanta bellezza, ero incantata a tal punto che, a differenza dal solito, mio marito spesso mi ha detto: ma non fotognafi? Quasi con tono preoccupato. Difatti è vero che rispetto al mio solito, ho fatto meno scatti, ma perchè volevo gustarmi appieno la magnificenza che mi circondava senza perdermi nessun particolare e nessuna emozione e chi fotografa lo sa, spesso e volentieri talmente concentrati nella fotografia, che si finisce col perdere una parte della bellezza e delle sensazioni del momento e se vogliamo, questo è l’aspetto un pò meno gradevole della fotografia che a prescindere, non mi fa comunque demordere dalla passione che ho per lei.


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