Pregiudizi

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Quante volte, a ognuno di noi — io per la prima — è capitato di sbagliare nel giudicare qualcuno “a pelle”, convincendoci che quella persona ci fosse antipatica senza un vero motivo, e poi, con il tempo, ricrederci completamente. È un’esperienza più comune di quanto ammettiamo: un’impressione fugace che si trasforma in un pregiudizio, e un pregiudizio che, alla prova dei fatti, si rivela infondato.

A me è successo più di una volta. Non perché sia ingenua, né perché mi manchi empatia verso gli altri — anzi, proprio grazie all’empatia, col tempo ho scoperto che dietro quella presunta antipatia si nascondeva una persona gradevole, sensibile, con un passato un po’ burrascoso che ancora lasciava tracce nel suo presente. È come se la mia prima reazione fosse stata una sorta di allarme, una percezione vaga di qualcosa che non quadrava, ma che non sapevo ancora decifrare. Solo conoscendola meglio spesse volte anche più indirettamente, ho capito che quella sensazione iniziale non era rifiuto, ma intuizione: un segnale che indicava una fragilità, non un difetto.

Quando si parte da preconcetti senza un vero fondamento, spesso si finisce per dover rivalutare le persone. E ogni volta che mi è accaduto, ne sono stata felice: ho potuto scoprire lati nascosti, ferite silenziose, storie che nessuno racconta subito. Ho imparato che dietro un atteggiamento brusco può esserci una paura, dietro un silenzio una rinuncia, dietro una maschera un dolore che non si vuole mostrare. E questo mi ha insegnato che comprendere qualcuno è molto più prezioso e difficile che giudicarlo.

Siamo sempre troppo frettolosi nel voler “valutare” qualcuno, e troppo spesso lo facciamo erroneamente. Puntiamo il dito senza neppure immaginare — e tanto meno considerare — che ogni persona porta con sé un bagaglio di esperienze, di cadute, di rinunce. Di “cadaveri nell’armadio”, come si dice, ne abbiamo tutti. Nessuno escluso.

Manca, a volte, quel senso di umanità che dovrebbe contraddistinguere ognuno di noi. Viviamo in una società che pretende perfezione, efficienza, prestazioni impeccabili. Conta ciò che raggiungiamo, non ciò che attraversiamo. Le cadute vengono lette come debolezze, gli inciampi come fallimenti. Eppure il valore di una persona non si misura nei successi, ma nella capacità di restare in piedi quando il terreno sotto di lei trema, quando il cammino si fa incerto, quando le cose non volgono al meglio.

Capita, alle volte, che qualcuno si senta dire: che piacere incontrarti sempre col tuo sorriso, quello che sa mettere allegria e conforto. E forse, ogni volta che si incrocia una persona sorridente, sarebbe più giusto pensare: meno male che ancora sai e riesci a sorridere.

Quasi mai ci si chiede se dietro quel sorriso — dietro quella maschera facciale, o addirittura quella corazza — ci siano ferite, fragilità da proteggere. Alcune, anche se superate, possono aver lasciato comunque il segno.

Esistono anche coloro che hanno la presunzione di essere gli unici “giusti”, di camminare sulla strada più corretta, senza considerare cosa si nasconde dietro il volto di un’altra persona ed è piuttosto avventato ed egoistico. Ognuno ha il sacrosanto diritto di attraversare la propria vita con i suoi nessi e connessi, con le sue scelte, con le sue ferite. E nessuna scelta altrui dovrebbe essere valutata impropriamente da chi conosce a malapena — o per niente — quella storia.

Forse, se imparassimo a sospendere il giudizio e ad ascoltare un po’ di più, scopriremmo che dietro molte antipatie iniziali si nasconde semplicemente un essere umano che chiede di essere visto davvero.

Fotografia personale

47 risposte a “Pregiudizi”

    1. Sarù anche così ma lo ritengo piuttosto ingiusto l’esprimere valutazioni cos’ dettate soltanto dalle apparenze non a caso, c’è un proverbio che afferma che non sempre è l’abito ciò che fa il monaco. Buona serata Emyly 😘

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      1. Per così è intendevo che sono d’accordo con te. Andavo di fretta è ho scritto solo poche parole. Buona serata a te cara 🤗

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  1. Purtroppo i pregiudizi si irrobustiscono grazie alla naturale diffidenza presente in ognuno di noi. Si è guardinghi per autodifesa. Ma è proprio sulla diffidenza che si innesta il pregiudizio, determinando un blackout. Firtuna che spesso si è in grado di ricredersi e rivalutare.
    Buona giornata 🙏 🌹

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    1. …infatti credo che la cosa importante sia proprio quella di lasciare sempre un certo margine per potersi ricredere e lo dico proprio per esperienza mia diretta come del fresto, ho scritto sul post. Grazie Silvi di avere espresso la tua visione, ti auguro una piacevole serata 😊

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  2. Buondì Giusy. Vero ciò che scrivi, mai fermarsi alla prima impressione. Però è vero anche all’inverso, talvolta capita di provare di simpatia per un persona che poi si rivela falsa e ipocrita. Serve un po’ d’istinto animale per annusare bene e cercare di capire con chi si ha a che fare. ;-)

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    1. Ciao Nadir, hai toccato un punto importante. Forse le prime impressioni, positive o negative che siano, andrebbero considerate come semplici ipotesi e non come sentenze. L’istinto può certamente aiutarci ad “annusare” ciò che non torna, ma è il tempo che spesso si incarica di rivelare la natura autentica delle persone. Grazie per aver aggiunto questa sfumatura alla riflessione, buona serata 😘

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  3. Hai sicuramente ragione, ma è davvero difficile non farsi influenzare dalla famosa prima impressione, di cui se ricordo bene hai già parlato in uno dei tuoi articoli. L’importante è tenere la mente aperta ed essere pronti a cambiare opinione.

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    1. Sai che non ricordo di avere già parlato di questo argomento? Dovrò andare a ricercarlo.

      Al di là di tutto credo che sia importante non lasciarci suggestionare dalle prime impressioni che abbiamo e questo vale sia in negativo che anche in positivo come affermava Nadia.

      Grazie come sempre per il tuo contributo, ti auguro una piacevole serata ❤️

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      1. Adesso mi fai venire il dubbio… Spero di non confondermi con un altro blog che ha parlato di questo argomento. Buona serata 🤗

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  4. Come hai giustamente detto tu, tutti noi abbiamo pregiudizi ed è normale. L’importante è essere pronti eventualmente a ricrederci senza ostinarci a rimanere alla prima impressione. Questo vale in un senso e nell’altro.
    Buon pomeriggio Giusy🤗

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    1. Bravissimo Zio, quanto sottolinei è esattamente la perla del tuo commento. Buona serata 😉

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  5. Capitato, sì…a volte pure confermata la prima impressione.
    Molto spesso, a sentirlo dire, capita agli altri nei miei confronti.

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    1. Si alle volte la prima impressione viene confermata ma qui non è tanto la simpatia quanto l’antipatia, ma credo che comunque bisognerebbe sempre tenere presente che sia i simpatici che coloro meno simpatici, hanno comunque un fardello sulle proprie spalle e che in alcuni casi potrebbe anche essere molto pesante. Questo no vuo dire che dobbiamo provare simpatia per tutti, assolutamente no ma magari, porci soltanto la domanda di chissà cosa hanno o continuano a sopportare quelle due spalle.

      In quanto ad antipatica, pure io a prima vista me la si può dare soltanto perché sono timida e prima di buttarmi nella mischia devo un pochino osservare con chi mi gira intorno, non riesco di primo acchito a gettarmi nella massa e così spesse volter finisco con lo sembrare una che se la tira quando invece è ben lungi da me, se c’è una persona semplice a questo mondo quella sono io.

      Buona serata Marta e grazie della tua presenza 😘

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  6. Non fermarsi alla prima impressione è importante, ma è altrettanto veto che taluni fanno del loro meglio per rendersi antipatici, tanto che non ti viene neppure voglia di andare oltre o addirittura non concedono neppure un piccolo spazio di manovra. Buon pomeriggio Giusy!

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    1. Hai perfettamente ragione Dany, purtroppo accadde anche quello non sempre per fortuna, ma al di là di tutto credo che sia giusto sempre e comunque non fermarci alle prime apparenze, personalmente proprio perché ho sempre cercato di andare oltre a quello che mi sembrava, che ho scoperto col tempo delle vere rivelazioni di persone cfon certi fardelli sulle proprie spalle che poi è inevitabile che possano rimanere un po’ antipatiche a prima vista, è soltanto una difesa, credimi almeno, nelle miei esperienze la vera scoperta è stata proprio questa. Grazie per il tuo contributo, ti auguro una piacevole serata 😉

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  7. 🎀 Cara Giusy sempre oggettiva e saggia ~ Ti diro’, aggiungendo il mio pensiero, che il problema non e’ solo nel “valutare” tout court, bensi’ pervenire superficialmente alla posizione del “giudicare”, molto brutta ~ Nessuno dovrebbe giudicare nessuno ~ 🎀 “Valutare” puo’ essere una prima opinione accodata alla prima impressione, MA non dovrebbe debordare nel “giudizio”, o, peggio, nel “pregiudizio” ~ Buon proseguimento Giusy!

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    1. Grazie Paola per questa tua riflessione. Anch’io penso che la differenza stia proprio nell’apertura: una valutazione può essere un punto di partenza, mentre il giudizio pretende di essere un punto di arrivo. Quando crediamo di aver già compreso tutto dell’altro, smettiamo di ascoltare. Ed è lì che nascono molte incomprensioni e molti pregiudizi. Grazie per aver aggiunto questo tassello alla conversazione e ti auguro una piacevole serata 🌹

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  8. Ed ecco un altro dei tuoi post che parla di profondità. Vi sono scorze per loro natura esterne che ci trasmettono sensazioni, scrivi bene, non sappiamo nell’immediato il bagaglio emozionale e di esperienze vissute che una persona reca con se, e che spesso a pelle da degli impulsi che l’altro o l’altro colgono. L’istinto anche può sbagliare sulla base di tanti fattori differenti, anche quelli che ci riguardano. È sempre un bene sospendere il giudizio e approfondire, come scrivi ed è bello che ci siano persone come te Giusy che lo fanno ancora, mettendosi anche in dubbio, dimostrando anche in questo empatia.

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    1. Che bel commento, grazie Francesca.. Credo che tu abbia ragione in quanto tutti camminiamo portando addosso storie che gli altri non possono vedere a prima vista. Forse è proprio questo che mi spinge a cercare di andare un po’ oltre le apparenze: la consapevolezza che dietro ogni volto c’è un mondo. E sì, anche il dubbio ha il suo valore, perché ci impedisce di credere di aver capito tutto troppo in fretta. Grazie per aver condiviso questo pensiero con me. ❤️ Ti auguro una buona serata 😘

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      1. Grazie a te per averlo accolto. Le relazioni si fanno assieme. Buona serata e un abbraccio a te Giusy.

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  9. Talvolta non basta una vita per conoscere qualcuno

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    1. E vero anche quelli Paola e forse è proprio per questo che non bisogna farci prendere dalle apparenze sia in negativo che anche in positivo. Grazie per il tuo contributo, ti auguro una piacevole serata 😘

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  10. Il “pre-giudizio” è innato, è un istinto che abbiamo per difenderci da eventuali pericoli o da persone e cose che non conosciamo. Anche se non vogliamo, esso subentra comunque.
    Dopo però interviene la ragione che conosce, capisce, elabora.
    Chi ha una ragione che “ragiona” riesce a cambiare idea, laddove i segnali del “pre-giudizio” si rivelano infondati.
    Chi ha una ragione che “traballa”, non riesce a valutare cose e persone, per cui resta legato al “pre-giudizio”, spesso errato.
    Io ho spesso sbagliato nel valutare cose e persone, spesso l’ho tuttavia indovinata.
    Per es. il mio vicino di casa (nome di fantasia: Marco) pensavo fosse un cretino (pre-giudizio)… e infatti lo è.
    :)

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    1. Mi piace il tuo ragionamento. L’unica difficoltà è che tutti ricordiamo perfettamente i “Marco” che confermano le nostre impressioni iniziali e molto meno quelli che ci hanno costretto a ricrederci. Forse il pregiudizio sopravvive anche grazie a questa memoria selettiva. Grazie di essere passato, ti auguro una piacevole serata 😊

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  11. Cara Giusy, hai scritto parole piene di sensibilità. Sospendere il giudizio e guardare oltre la “corazza” o un sorriso di circostanza richiede un’umanità rara, che tu hai saputo descrivere perfettamente. Condivido ogni singola riga: le persone si scoprono davvero solo avendo il coraggio di ascoltarne le fragilità e la storia, senza la fretta di catalogarle.

    Un abbraccio!

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    1. Cara Luisetta mia, grazie infinite per questo commento. Sapere che queste riflessioni hanno trovato una risonanza così profonda nel tuo sentire mi emoziona. Anch’io penso che le persone si comprendano davvero solo quando smettiamo di fermarci alle apparenze e troviamo il tempo e la pazienza di accoglierne le fragilità. È lì che nasce l’incontro autentico. Contraccambio con affetto il tuo abbraccio 🥰😘

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      1. Cara Giusy, grazie di cuore a te per queste parole così calde ed emozionanti. Trovare un incontro autentico attraverso l’accoglienza delle reciproche fragilità è un dono raro, e sono felice che il nostro sentire sia così vicino. 🥰😘

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    1. Grazie Paola di avere compresi appieno il concetto dell’articolo. Tu auguro una piacevole serata 🤍

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  12. Spesso è così, non sempre, ma capita di giudicare male una persona che non conosciamo, io ad esempio sorrido sempre quando mi trovo con altre persone, sto bene con me stesso, ma non vuol dire che sia un milionario o che non abbia problemi, cerco solo di vedere le cose dal lato positivo e di trasmettere quella serenità che non guasta mai..😉😉😉😉🤗👌👌👌👍👍👍👍😊😊😊😊😊😊😊😊😊

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    1. È vero Max e il tuo esempio lo dimostra bene. Spesso vediamo qualcuno sorridere e gli attribuiamo automaticamente una vita facile o senza pensieri, quando invece non sappiamo nulla delle battaglie che sta affrontando. La serenità che trasmetti non racconta l’assenza di problemi, ma forse la capacità di conviverci senza lasciare che prendano il sopravvento. Grazie per il tuo intervento, ti auguro una buona serata 😊

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      1. anche a te, buona serata, un caro abbraccio 👍👍😉😊😊🤗🤗🤗🤗🤗🤗

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  13. Sono uno dei più grandi fisiognomici mondiale. Sbaglio quando penso di aver sbagliato.
    Sempre a pelle.
    Buona serata

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    1. È proprio questo il punto che cercavo di affrontare nell’articolo: la sensazione “a pelle” può essere molto potente, ma non sempre coincide con la realtà. Tutti noi ci affidiamo a impressioni immediate, il difficile è riconoscerne i limiti. Grazie Allegro per il tuo contributo al post, ti auguro un buon proseguimento di serata.

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      1. Il famoso sesto senso.
        Buon proseguimento anche a te

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      2. Il mio purtroppo alle volte sbaglia sia un negativo che anche un positivo. Grazie di tutto.

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  14. è vero siamo sempre troppo frettolosi a giudicare gli altri…
    sarebbe bello… poter vedere e ascoltare l’altro… sospendendo i vari giudizi… partendo dalla semplice stretta di mano o da come sorride…
    a volte… anche le parole che scriviamo o diciamo sono piene di giudizi… negativi o positivi che siano… dovrebbero aiutare a crescere…
    buona notte Giusy… 😀🌌

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    1. È vero Cinzia, è un “vizio” comune che abbiamo un po’ tutti ma la cosa importante, è quella volontà di lasciare sempre un margine dal quale potersi ricredere. Grazie di avere lasciato la tua riflessione, ti auguro una buona giornata 🍁

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  15. Solitamente vado a pelle, ad istinto e può sempre capitare di sbagliare, certo è che non siamo infallibili.Conosco persone che a primo impatto li ho trovati pesanti ,ma poi ho sentito qualcosa per cui ho ribaltato il mio giudizio.

    Il pregiudizio è una fatica che ci risparmiamo: giudicare prima di conoscere.

    Spesso nasce non dalla cattiveria, ma dalla fretta e dalla paura di guardare davvero. È più facile mettere un’etichetta che ascoltare una storia.

    Io credo che basterebbe fermarsi un attimo e chiedersi: cosa non so di questa persona? Quasi sempre, dietro, c’è una vita che non immaginiamo.

    Poi c’è il pregiudizio di chi affronta la questione ricco o povero ,bello o brutto o il pregiudizio di razza ch’è il più meschino perché siamo tutti abitanti del pianeta e non abbiamo il monopolio dell’ abitabilità solo i bianchi, ma ci si deve convivere interfacciare e sopportare senza pregiudizio.
    Sereno Pomeriggio Cara Giusy, bacioabbraccio, ciao!🥰🤗🤍😘🍃🌹💝

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  16. Ciao Desire’, grazie per questa bellissima riflessione. Mi piace il fatto che tu riconosca il valore dell’istinto senza trasformarlo in una verità assoluta. In fondo, ogni persona è molto più complessa dell’impressione che riesce a trasmettere in pochi minuti. Le etichette hanno il vantaggio della rapidità, ma spesso ci fanno perdere la ricchezza delle sfumature. Ed è vero: dietro ogni volto c’è una storia che non conosciamo e che meriterebbe almeno il tempo di essere ascoltata. Grazie per aver condiviso il tuo punto di vista e per aver ricordato quanto sia importante guardare gli altri prima come esseri umani che attraverso le differenze che ci separano. Un caro saluto 😘

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    1. Grazie di essere passato Guido.

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