Per i saluti del fine settimana ho scelto il brano Mio fratello è figlio unico di Rino Gaetano, che risale al lontano 1976, ma nel quale emerge tutta la forza con cui il cantautore riesce a rappresentare gli invisibili: un intreccio di storia, temi sociali e di un’attualità sorprendente che è diventato un faro per chi desidera leggere il presente con occhi non allineati.
Il significato di questa canzone va ben oltre la satira e la provocazione: diventa un vero inno per chi vive ai margini, è una denuncia dell’omologazione, è una bandiera per chi non si riconosce nei ruoli imposti.
Il protagonista del brano è Mario l’ipotetico fratello con il suo anticonformismo che viene raccontato attraverso una serie brillante di negazioni e gesti mancati che, agli occhi della società borghese e capitalistica, equivalgono a fallimenti imperdonabili. Il fatto che questo fratello non abbia mai ottenuto un premio aziendale, non abbia mai viaggiato in seconda classe sul rapido Taranto‑Ancona e rifiuti le piccole e grandi ipocrisie quotidiane lo colloca automaticamente tra gli emarginati.
Rino Gaetano, però, con la sua ironia tagliente, rivendica proprio questa forma di ostinata resistenza. L’emarginazione che canta non è una resa, ma un atto di coraggio: la scelta faticosa di chi preferisce conservare la propria libertà intellettuale invece di abbandonarsi al rassicurante, anestetizzante abbraccio del gregge.
È un’ode a chi continua a pensare con la propria testa, affrontando il disprezzo e l’incomprensione di una società distratta, consumistica e dolorosamente superficiale.
Buon ascolto a chi la scopre per la prima volta, a chi non la ricordava più e a chi, invece, ha il piacere di riascoltarla.
Come ogni venerdì, auguro a tutti un buon fine settimana. by Giusy


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