
Una piccola premessa doverosa: l’ispirazione per questo post — e per il suo titolo — me l’ha data la nostra cara Cinzia di Petali azzurri. Tempo fa aveva condiviso nel suo blog, una poesia molto delicata; nel commento avevo scritto che erano “versi che fanno bene al cuore”. Lei, rispondendomi, mi ha fatto notare che quella frase avrebbe potuto diventare il titolo di un mio post. Il suo suggerimento mi è piaciuto subito, e da lì è nato questo piccolo scritto.
In realtà leggo poesie da tempi immemorabili: il mio PC è pieno di cartelle che raccolgono testi di autori diversi, antichi e contemporanei. E nonostante questo, non le conosco certo tutte. La poesia, di per sé, mi ha sempre aiutata a sostenere il mio mondo fatto soltanto di business, perché ormai lo sapete: lavoro nell’ambito pubblicitario.
Anni fa c’è stato un momento in cui, umanamente parlando, il mio contesto lavorativo mi stava un po’ allontanando da me stessa, da quel modo più attento di vedere la vita con le sue sfumature, ed era proprio la bellezza di queste sfumature che mi stava sfuggendo non è un mistero: mi piace vedere il bello delle cose e delle persone, mettere in risalto sempre e comunque l’armonia del pregio.
È stata proprio quella presa di consapevolezza ad avvicinarmi ancora di più alla poesia, quasi fosse una necessità per non lasciare che si modificasse quella piccola parte di me che amo molto più della versione “professionale” che devo essere.
Ebbene sì, posso dire che le poesie che ho raccolto — e quelle nuove o più datate che leggo anche qui sui vostri blog — mi abbiano salvaguardata da quella parte più cinica che, inevitabilmente, avrebbe finito per prevalere a causa del mio lavoro.
Nella poesia si trovano parole che arrivano senza fare rumore. Leggendole, senza nemmeno accorgersene, ci rimettono in ordine il nostro sé. Ci sono anche dei versi che sembrano prenderti per mano quando la giornata pesa, o che riescono a farti sorridere anche quando non avresti alcun motivo per farlo, anzi.
A volte si scoprono per caso: sul web, in un libro lasciato aperto, in un post o in una frase condivisa da qualcuno. E ci si rende conto che basta davvero poco: una riga, un’immagine, un pensiero semplice per sentire il cuore rilassarsi, proprio come quando si tira un bel respiro.
Le poesie non fanno miracoli, non cambiano la vita. Però cambiano il modo in cui la guardi. E già questo, certe volte, è tutto ciò che serve.
Questa, per me, è l’immagine dei versi delicati che fanno bene al cuore — almeno al mio. Perché ricordano che la bellezza esiste, anche nei giorni storti, anche quando non la stai cercando. E quando la incontri, ti rimette un po’ in ordine.
Esistono tanti generi di poesie e nessuno vale meno dell’altro. Personalmente mi sento attratta da tutte queste forme così diverse: alcune perché mi rispecchiano negli stati d’animo del presente o del passato, altre perché sono più ermetiche ed essenziali e altre ancora, per quella delicatezza come appunto ho raccontato all’inizio. Con poche parole sanno dire moltissimo, sta a noi fermarci, ascoltarle e comprenderle.


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