Per concludere la settimana, ho scelto la poesia di Bertolt Brecht “A chi esita” perché tutto sommato si addice al post di martedì. Anche questi versi mi sono stati suggeriti dal mio solito amico di penna.
Da quando ho iniziato a leggerla, ogni tanto la riprendo, perché non è soltanto un testo poetico: è un richiamo netto, necessario, rivolto a chi nei momenti più bui si ritrova a vacillare, a chiedersi se valga ancora la pena continuare a resistere. E’ una poesia dedicata a chi ha creduto in un ideale e ora si sente stanco, disorientato, schiacciato dal peso del presente. Eppure, ancora oggi, questi versi conservano una forza che non si attenua: parlano a chiunque cerchi il proprio posto nel mondo e abbia bisogno di ricordarsi perché non smettere di scegliere. Non è un invito all’idealismo, ma alla responsabilità personale: la forza non arriva dall’esterno, ma da una decisione interiore.
Sperando che vi sia gradita e che possiate apprezzarla quanto la apprezzo io, vi auguro una buona lettura e un sereno fine settimana. by Giusy

A chi esita
Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione piú difficile di quando si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi piú potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori, non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle irriconoscibili.
Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla viva corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere piú nessuno e da nessuno compresi?
O dovremo contare sulla buona sorte?
Questo chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta oltre la tua.
Bertolt Brecht


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