Essere fiduciosi nei riguardi della vita, penso, sia un proposito necessario e doveroso, anche se negli ultimi anni tutto sembrerebbe dirci il contrario. Eppure credo sia fondamentale provare a guardare oltre il brutto, oltre il male che a volte ci sovrasta. Ognuno lo fa a modo suo, ma in un modo o nell’altro è importante saper rispondere alla negatività con un gesto di positività.
Ho sempre cercato di non essere catastrofica e di vedere il bicchiere mezzo pieno, anche nelle mie vicissitudini personali.
Ultimamente, però, mi sono chiesta se la fiducia, a volte, possa trasformarsi in illusione. Desideri tanto che una circostanza si avveri, ci credi, ti affidi… e poi?
E poi può accadere che quella realizzazione non arrivi, e nasce la sensazione di aver creduto troppo, persino nelle trame del destino.
In quelle situazioni sospese, in cui vorrei fidarmi e sento di potermi fidare, cerco di ascoltare il mio cuore: cosa mi suggerisce, dove mi guida. Perché il cuore conosce sempre le risposte giuste e, quando non lo si ascolta, spesso è lì che si sbaglia — almeno per la mia esperienza.
Eppure, di recente, tra la mente razionale e l’ascolto del cuore è nato un conflitto: una confusione totale. Anche se il cuore mi diceva che ero sulla strada giusta, cresceva un’ansia nuova, come se il troppo sentire e la fiducia riposta in quella situazione finissero per influenzare persino il mio stesso sentire.
Un bel pasticcio. Ho attraversato un periodo altalenante tra “andrà bene” e “mi sto solo illudendo”. È lì che mi sono chiesta se il mistero dell’intuito, a volte, possa inciampare nella fiducia — desideriamo così tanto un contesto da convincerci che accadrà — soprattutto quando la scelta non dipende solo da noi ma da un intreccio di fattori più grandi.
È una soglia sottile. Quando non hai riscontri né positivi né negativi, nasce una confusione che destabilizza. E allora, almeno io, per non rimanere delusa, smetto di ascoltare tutto. Mi dico che è solo fantasia, che nulla andrà come vorrei. Forse è una forma di autodifesa, ma ha il suo rovescio della medaglia: rischia di squilibrare in anticipo ciò che potrebbe essere il risultato finale.
In certi momenti sarebbe davvero meraviglioso possedere una sfera di cristallo capace di mostrarci l’andamento di ciò che ci sta a cuore.



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