Emotività


Nel nostro cammino di lunga vita, può accadere di incontrare persone emotivamente lente: non perché incapaci di elaborare ciò che accade, ma perché scelgono consapevolmente di vivere ogni emozione. Sono nature che non corrono, non scappano, non archiviano in fretta. Preferiscono restare, ascoltare, lasciarsi attraversare.

Queste persone vivono le emozioni come si vive un paesaggio: non con lo sguardo rapido del turista, ma con la calma di chi vuole cogliere ogni sfumatura: assaporano la gioia senza bruciarla — accolgono la tristezza senza temerla — non evitano la delusione, perché sanno che anche lì c’è una verità da comprendere.

La loro lentezza non è fragilità, ma profondità: un modo di stare al mondo che rifiuta la superficialità e preferisce la densità dell’esperienza.

Chi è emotivamente lento spesso appare indeciso o distante, ma in realtà custodisce una forza rara: la capacità di non saltare le tappe interiori: non reagiscono d’impulso, non si lasciano trascinare dal rumore esterno, non cercano scorciatoie emotive.

Hanno bisogno di tempo per capire, per sentire, per dare un nome a ciò che provano. E quel tempo, quando glielo si concede, diventa un dono reciproco.

Per loro anche le delusioni non sono qualcosa da rimuovere in fretta. Le osservano, le interrogano, le lasciano sedimentare. Non per masochismo, ma perché sanno che ogni ferita porta con sé un insegnamento, una direzione, un confine nuovo da tracciare.

Incontrare persone così ci ricorda che non esiste un solo modo di sentire. Che la vita non è una gara di velocità emotiva. Che rallentare, a volte, è l’unico modo per capire davvero.

Non sempre è facile abituarsi al loro ritmo più rallentato, perché chi vive le emozioni con profondità porta con sé un tempo interiore che spesso non coincide con quello del mondo esterno. E questo scarto può generare incomprensioni, frizioni sottili, piccoli smarrimenti.

Chi procede lentamente nel sentire non lo fa per ostinazione, ma per fedeltà a ciò che prova. Tuttavia, per chi gli sta accanto, questa lentezza può apparire come distanza, indecisione, o addirittura disinteresse. Il rischio è quello di leggere la lentezza come un “non volerci essere”, quando in realtà è un “esserci troppo”.

Abituarsi al loro ritmo significa imparare a convivere con un tempo che non è il nostro: chi è più rapido nel sentire può percepire frustrazione — chi è più lento può sentirsi pressato o frainteso — entrambi possono vivere la sensazione di non essere compresi.

Eppure, proprio in questo incontro di tempi diversi, può nascere una forma di relazione più matura: quella in cui si impara a non pretendere che l’altro reagisca come noi, ma a riconoscere il valore del suo modo di sentire.

Sicuramente quell’attesa è la parte più difficile. Aspettare che l’altro trovi le parole, che capisca cosa prova, che si orienti dentro le proprie emozioni. Ma l’attesa, se accolta, diventa un ponte: permette all’altro di non sentirsi sbagliato; ci insegna a non confondere velocità con profondità; apre uno spazio di rispetto reciproco.

Quando ci si abitua al loro ritmo, si scopre che quella lentezza porta con sé una qualità rara: la capacità di vivere le emozioni senza consumarle. E allora il rapporto cambia: non è più una corsa a chi sente prima, ma un cammino condiviso in cui ognuno porta il proprio passo.

Fotografia personale

15 risposte a “Emotività”

    1. No, no, non mio marito, il post è dedicato al compagno di una mia amica e per questo sono bene informata da tutto quello che lei mi ha sempre raccontato. Buona serata Sara 💐

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  1. Gustare la vita pienamente…
    Buon pomeriggio Giusy 🌹

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    1. eh difatti, più pienamente di così non si potrebbe. Buona serata Emyly 🌹

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  2. 🎀 E’ reale Giusy ~ A motivo di cio’ e’ importante, nelle relazioni, la volonta’ di “confluire”, di andare incontro, di armonizzare, e comporre una visione, una direzione ~ E’ anche importante quella che Goethe definiva “affinita’ elettiva” ~ Siamo tutti diversi, tutti tessere di un grande disegno, in cui trovare il proprio spazio, la propria casa ~ Abbiamo una mente personale dai confini misteriosi, un sangue (emo) individuale la cui chimica e’ peculiare, ed abbiamo anche un tempo personale per comprenderci e per comprendere ~ Se il tempo personale e’ troppo divaricato da quello dell’altro non e’ facile il cammino, e non sempre si supera la distanza, non per mancanza d’amore, ma perche’ tutto, anche una difficolta’, deve avere il suo giusto frutto ~ Buona giornata cara Giusy!

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    1. Eh è reale si, conosco bene la dinamica perché in questo post ho scritto del compagno di una mia amica e lei, di tanto in tanto mi racconta le reazioni del suo compagno e la pazienza e attesa che lei ci deve mettere ogni qualvolta… Conosco in parte il pensiero di Goethe e anche al riguardo dell’affinità elettiva: un riconoscersi che non cancella le differenze, ma le rende abitabili. Hai perfettamente ragione sul tempo personale, ognuno ha il proprio passo, la propria interiorità e alle volte i tempi si incontrano mentre altre volte si sfiorano soltanto e non è mancanza d’amore ma semplicemente, la misura misteriosa della vita. Grazìe per la delicatezza con cui lo hai espresso. Ti auguro una piacevole serata 🥀

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  3. Io sono una Lenta… ma mi trovo bene nonostante tutto. Bellissimo il tuo scritto così profondo :)

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    1. Ciao, anch’io dovessi dirti sono lenta nel metabolizzare diciamo le situazioni più complesse mentre per le discussioni o quant’altro direi che sono più elastica se così si può dire, Grazie del passaggio, ti auguro una splendida serata 🌹

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  4. Avatar Domenico Mortellaro
    Domenico Mortellaro

    Io vorrei tanto essere lento, ci ho provato, anche con la mindfullness ma sono arrivato alla consapevolezza di essere ancora troppo poco orientale per riuscirci.

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    1. eh mah, credo che ognuno abbia i propri tempi e tutto dipende dalla propria interiorità, ognuno ha il proprio passo. Buona serata Domenico.

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  5. Buongiorno Giusy. Se si ha la pazienza per attendere, queste persone possono insegnare a rilassarci. E oggi, in questo mondo che va troppo veloce, è una grande opportunità. L’immagine è davvero bella. :-D

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    1. Ciao Nadir, in un certo senso non hai tutti i torti però bisognerebbe chiederlo alla mia amica che ha un compagno esattamente così ed è per questo che ne ho fatto una descrizione piuttosto ampia, sempre in base a quanto mi racconta lei ogni qualvolta che hanno un piccolo litigio, diciamo che lei si è abbastanza adeguata a questo ritmo, rimane in attesa che lui smaltisca il tutto e alle volte l’attesa può essere anche piuttosto lunghetta. Grazie, ti auguro una piacevole serata 🥰

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  6. “Concordo pienamente !
    L’emotività è un processo soggettivo e personale, il tempo di reazione può variare notevolmente da persona a persona. Questo ritardo può portare a prospettive diverse e reazioni uniche, arricchendo la discussione e la comprensione del tema.
    La mia esperienza mi ha insegnato che l’emotività è come un’onda, a volte arriva subito, a volte si fa attendere.
    Proprio questo ritardo può essere prezioso, permettendoci di riflettere e di rispondere in modo più consapevole.”
    Grazie per questa tua riflessione così autentica e approfondita.Molte persone hanno la emotività ritardata e ciò dipende dalle loro esperienze e dall’ empatia che riescono a dimostrare.
    Sereno Pomeriggio, un abbraccio, ciao Giusy 🌹🙏🏻💝🤗 🫶🏻

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    1. Ciao Desire’, ti ringrazio di cuore per questa riflessione così sentita. Mi piace molto la tua immagine dell’emotività come un’onda: a volte arriva impetuosa, altre volte si fa attendere, ma proprio in quel tempo sospeso spesso nasce la comprensione più autentica. È vero, molte persone vivono un’emotività “ritardata”, e non è un limite: è il risultato delle loro esperienze, della loro sensibilità, del modo in cui scelgono di attraversare ciò che sentono. Grazie davvero per aver arricchito il dialogo con parole così profonde. Ti auguro una piacevole serata. Un abbraccio 🥰❤️

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      1. 🫶🏻🙏🏻🤗🌹

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