Quanti mariti, compagni, fidanzati o morosi che sia, spesso si ritrovano con l’indecisione della propria compagna di quale abito indossare o per andare al ristorante, o a una festa o più semplicemente, a fare una passeggiata nel centro storico della propria città.
Sembra un enigma – e qui credo che nessuna possa smentirmi – tutte noi donne abbiamo il guardaroba stra pieno di vestiti ma chissà perché, ogni giorno ci poniamo sempre la stessa domanda: come mi vesto oggi? Oppure ancor peggio: non ho niente da mettermi.
Nel mio quotidiano ogni giorno è sempre la stessa storia: uffa cosa mi metto oggi, per poi non parlare di quelle volte che capita un’occasione più particolare e lì per quanto mi riguarda, vado completamente nel panico e non certo perché non abbia abbigliamento idoneo da indossare, ma perché a seconda di come mi gira questo non va bene, quell’altro non mi piace più, quell’altro ancora mi ha stancata e così via dicendo. Nel mio specifico caso non funziona affatto il preparare gli indumenti la sera prima perché già all’indomani mattina ho un’altra visione dettata da chissà che!
Di sicuro non sono l’unica un po’ capricciosa nel vestirsi poi ci sta che nel mio specifico, non tutti i giorni mi alzo dal letto con la stessa luna per cui, questo amplifica ancora di più i miei “ghiribizzi” sull’abbigliamento.
Per non parlare poi se devo uscire a pranzo, al cinema, o più semplicemente a prendere un caffè e a fare una passeggiata nel centro città.
E qui viene il bello, dopo aver provato mezzo se non intero armadio, arriva il maritino che con la sua aria angelica mi dice: “sei pronta?”
Pronta! Ma se sono ancora in fase pre‑selezione cromatica! E lui pensa che io sia già al capitolo “indossa il cappotto e usciamo”.
E lì parte la scena classica: io che sbuffo, lui che mi guarda come se stessi decifrando un codice segreto, il mio armadio che nel frattempo sembra aver avuto un’esplosione interna. Perché sì, ogni volta che cerco qualcosa, l’armadio si ribella e decide di rovesciare fuori tutto ciò che contiene, tranne l’unica cosa che mi servirebbe davvero.
E non parliamo del momento in cui chiedo un parere. Perché noi donne siamo strane, lo so!
Gli chiedo: “Secondo te quale sta meglio?”.
Lui risponde: “Sono belli entrambi”.
E io, ovviamente: “Ma come fai a dirlo? Sono completamente diversi!”.
Che poi magari sono davvero similii, ma non glielo ammetterò mai.
E mentre lui rimane sulla soglia della porta, rassegnato, con quell’espressione da “ormai la mia vita è questa”, io continuo a fare avanti e indietro davanti allo specchio come se stessi preparando una sfilata di moda… magari semplicemente per andare a prendere un caffè.
Perché sì, anche per un semplice caffè ci vuole l’outfit giusto: non troppo elegante, non troppo casual, non troppo “mi sono vestita al buio”, non troppo “oggi mi sento Beyoncé”.
Un equilibrio che, francamente, nemmeno gli ingegneri della NASA.
E alla fine, dopo tutto questo teatrino, succede sempre la stessa cosa: scelgo il primo vestito che avevo provato.
Quello che avevo scartato subito.
Quello che “no, oggi proprio no”.
E invece sì.
Perché alla fine, quando smetto di pensarci troppo, è sempre quello che mi fa sentire più me stessa.
E comunque, dopo anni di studi approfonditi e ricerche sul campo, sono arrivata a una conclusione scientificamente provata:
il vero outfit perfetto è quello che si sceglie quando ormai si è in ritardo.
Tutto il resto è solo riscaldamento 🙄
Scherzi a parte, ho volutamente un po’ enfatizzato la cosa ma ahimè, non ci sono andata tanto lontana, con l’abbigliamento sono piuttosto lunatica…
Credo invece, che tutto questo siparietto quotidiano dica qualcosa di più profondo di quanto sembri e non lo affermo per prendere le parti a me stessa.
Non è solo una questione di vestiti, né di vanità, né di capricci. È che ogni giorno cerchiamo un modo per sentirci in sintonia con noi stesse, con l’umore, con il mondo fuori. L’outfit diventa una piccola dichiarazione d’indentità: “oggi mi sento così”.
E forse il bello sta proprio lì, in quel continuo scegliere, cambiare, provare, sbagliare e riprovare. Perché in fondo, tra un vestito scartato e uno ripescato all’ultimo momento, imparo un po’ di più su chi sono davvero.



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