Discontinuità


Ogni volta che sul mio computer apro un file di Word, mi scappa già da ridere ancora prima di aprirlo poiché ogni foglio – a seconda di come mi gira – è scritto con font diversi.

Eh già non ho un file scritto con il solito carattere perché sono fatta così, a seconda dell’umore, della mia predisposizione e quant’altro, ogni volta che inizio a scrivere su un foglio bianco scelgo un carattere diverso alcune volte anche soltanto così, per il piacere di vedere la resa di quello stesso stile.

Altre volte, quando mi sento ben predisposta nei confronti altrui, solitamente ne scelgo uno che renda bene con il corsivo.

Tutto ciò soltanto per quanto riguarda i file del mio PC diversamente, mantengo sempre il carattere predefinito.

Tante volte mi sono chiesta chissà a cosa sarà dovuto questa mio cambiare anche perché, spesso dovendo iniziare dei file di scrittura nuovi nella medesima giornata, sono capace di cambiare il font da quello che avevo scritto precedentemente.

Questa mia abitudine giorni addietro, mi ha portata a fare una ricerca alla discontinuità che ho nell’uso dei font e ho appreso che non sono l’unica e che non è un capriccio. Quel bisogno quasi istintivo di cambiare stile di carattere appena si apre un foglio Word specifica invece, un qualcosa sul modo in cui la mente si prepara a scrivere.

Ho scoperto che a tale riguardo ci sono almeno tre dinamiche interessanti in gioco.

Il cambiare carattere è un modo per entrare nella scrittura. E’ un gesto semplice, che diventa quasi automatico e che crea una piccola distanza dal foglio bianco e ci fa sentire più “autori” che “utente di Word” E’ un po’ come sistemare la sedia o aprire la finestra prima di iniziare, è come un piccolo rituale che mette in moto la concentrazione.

Ho anche rinvenuto che ogni font ha un tono emotivo e qui riporto i principali:

Un sans serif pulito dà un’aria più moderna

Times New Roman è istituzionale

Calibri è neutro

Garamond è elegante

Georgia è caldo

A questo proposito, quando si inizia a scrivere, si cerca inconsciamente la voce giusta per ciò che si sta per dire. Il cambiare font diventa un modo per allineare la forma al contenuto, anche se il contenuto ancora non c’è.

Il tipo di carattere diventa uno stimolo creativo poiché la mente, reagisce diversamente a seconda di come vede il testo: un carattere più arioso può far scorrere meglio le idee, uno più compatto può dare un senso di ordine.

Ho rinvenuto inoltre che molti scrittori, cambiano font proprio per “sbloccarsi”: il testo sembra nuovo, meno rigido, più malleabile e qui, alcuni di voi, potranno confermarlo o smentirlo.

Da quanto è emerso da questa mia indagine, sembrerebbe che cambiare font è un modo per
prendersi lo spazio, per dire: “Questo foglio è mio, e decido io come deve parlarmi”.

Sarò sincera: credo che per quanto mi riguarda, non abbia nulla a che fare con quello che rivela la ricerca ma, sono quasi convinta che dipenda piuttosto che sono un po’ irrequieta – a seconda dei periodi e di altri fattori che coincidono – al riguardo di tutto quello che è materiale.

27 risposte a “Discontinuità”

  1. Wow!!! E che è?
    Una buona giornata luminosamente ricca di chiarezza! 🌹

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    1. Ciao Silvi, visto quanti perché e per come sul semplice cambiare utilizzo di font? 😉Viene quasi da ridere! Buona serata 😊

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  2. Interessantissimo questo tuo post. A questo punto mi chiedo che significato abbia chi, come me, scrive sempre con lo stesso font, anche avendone più di un centinaio a disposizione. Ci sarà certamente un motivo anche per quello. Buona giornata, Giusy 🌺

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    1. Ciao Raffa, per quanto riguarda tu che utilizzi sempre il solito font per scrivere, credo che potresti fare una ricerca sul Web a tale riguardo e troveresti delle risposte interessanti. Grazie del tuo interesse e ti auguro una serena serata 💕

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  3. Buondì Giusy. Molto interessante questo tuo post. Anch’io talvolta uso caratteri diversi per i miei file personali, però quando scrivo appunti per il blog o per altre cose uso quello che apre word che di solito è Calibri, invece per le pubblicazioni cartacee uso Times nwe roman. Diverso è quando scrivo a mano sui quaderni: la mia grafia cambia secondo l’umore, ma non lo faccio volontariamente, è la mia mano che scive in modo diverso. :-)

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    1. Ciao Nadir, al di là dei font che si utilizzano per scrivere sui fogli di Word invece, mi piace assai che tu cambi involontariamente, calligrafia nello scrivere a mano, questo si che è di una bellezza incredibile e, secondo me, riproduce perfettamente il tuo inconscio stato d’animo di quel momento, Fantastico Nadir! Buona serata e grazie della tua testimonianza 😘

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      1. Grazie Giusy, buona serata anche a te. :-D

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  4. Molto interessante, non immaginavo tali retroscena a questa abitudine. Anche io ogni tanto cambio font, generalmente resto fedele a quello con ho iniziato il documento. Buon pomeriggio Giusy!

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    1. In quanto a rimanere fedele in un documento anch’io solitamente faccio così anzi, se proprio dovessi sbagliarmi solitamente seleziono e inserisco il font dell’intero documento mentre invece, se nell’arco della giornata uso pi+ volte e diversi fogli di Word ecco, in questo caso ogni volta cambio il carattere, boh! So fatta strana 😉 Buona serata Dany.

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  5. E’ incredibile ma devi credermi.
    Proprio oggi la Direzione della Azienda in cui lavoro (110 dipendenti) ha disposto, per evitare la “discontinuità” sui documenti, di utilizzare sempre (se possibile ovviamente) il font Calibri 10/11.
    Questo perché c’era un po’ troppa fantasia nei font utilizzati da qualcuno.

    Pensa te: uno strana coincidenza sulla “discontinuità da font”…

    Prima o poi scriverò anche nel mio blog qualcosa a riguardo

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    1. …da che bello, sarà interessante leggerti. Grazie della tua partecipazione e testimonianzaù, ti auguro una buona serata 😉

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  6. agli albori del wordprocessing con windows i font a disposizione erano pochi e ti dovevi adattare
    times new roman 12 ed eri a posto
    anche il tipo di carattere può essere un mezzo per esprimere la propria creatività

    nb. anche io ricevo documenti diversi tra di loro come impaginazione e tipografia

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    1. E’ vero una volta era così; pochi se non un unico font e tanti saluti e baci… Mah, la ricerca ha dato i suoi frutti chissà magari un qualcosa dei suoi significati può essere che dimori in me. Grazie del passaggio, buona e piacevole serata 😊

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      1. È stato un piacere. Buona serata 👋

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      2. Grazie 🌹🙏

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  7. Avatar Domenico Mortellaro
    Domenico Mortellaro

    Un sans serif è sempre gradito

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    1. Ciao Domenico, hai ragione, il Sans serif rimane comunque un bel font che stimola equilibrio. Ti auguro una buona serata 😉

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  8. Anche ” Distiguersi” qualcosa di diverso, dalle solite abitudini…che annoiano.
    Come un cambio di vestito…di borsa.
    Alla TV giriamo sempre canale, difficile trovare qualcosa di interessante.
    Conta molto l’adrenalina del momento che si vive…che si mangia, della giornata vissuta,
    Dall’ansia continua delle notizie negative.
    Tutto può influire…
    Ti abbraccio stretta stretta!!💕🫂

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    1. Ciao cara, credo tu abbia centrato perfettamente il mood del post e della ricerca: è bello variare e soprattutto si varia a seconda della giornata che marcia ha preso. Grazie carissima Caterina, un affettuoso abbraccio a te 🥰❤️😘

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  9. Quante cose nuove e interessanti! Grazie Giusy, con te non si smette mai di imparare 🙏😘

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    1. Grazie a te, anch’io scrivendo imparo perché condivido le ricerche che faccio 🤗

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  10. Io di solito vado così di corsa che uso sempre lo stesso, comunque è interessante questa ricerca per chi come te cambia spesso caratteri di scrittura 👍👍👍😊🤗😉📖

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  11. Mi piace questa passeggiata tra i caratteri di word, 😊🌟

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    1. Ciao Paola, a me viene spontaneo questa discontinuità con i font. Grazie del passaggio, ti auguro una serena notte ❤️

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  12. Se mi cambia, vado in panico
    Buonanotte

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    1. Tu in un modo o in un altro,riesci sempre a farmi sorridere. Scherzi a parte, ognuno ha le proprie caratteristiche e forse è proprio questo il bello, del resto c’è un proverbio che recita: il mondo è bello perché è vario. Buonanotte a te.

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