È stata una serata dal profumo di nostalgia e gratitudine, quella di Che Tempo che Fa ha dedicato domenica 18 gennaio a Ornella Vanoni. Non un semplice omaggio televisivo ma bensì, un abbraccio collettivo a una donna che, per più di sessant’anni, ha attraversato la musica italiana con la stessa grazia con cui attraversava la vita, tra ironia, fragilità e una sincerità che non ha mai avuto paura di mostrarsi.
In studio, Fabio Fazio e Luciana Littizzetto non hanno condotto ma oserei dire: accompagnato. Sembravano essere i custodi di una memoria condivisa, mentre scorrevano immagini, aneddoti, duetti, sorrisi. Ogni ospite ha portato un pezzo di Ornella con sé: chi un ricordo, chi una canzone, chi un debito artistico o affettivo. Le voci più giovani l’hanno celebrata come un’icona libera e moderna; gli amici storici l’hanno ricordata come una presenza luminosa, capace di lasciare un segno anche solo entrando in una stanza.
La famiglia – il figlio Cristiano, i nipoti Camilla e Matteo – hanno aggiunto un tono più intimo, più umano. Non solo la diva, ma la nonna, la madre, la donna che ha amato, sbagliato, riso, ricominciato.
In diretta col sindaco Sala, Milano le ha dedicato un’aiuola con tanto di targa – vicino al Piccolo Teatro, il luogo dove tutto era iniziato – la sensazione è che Ornella non se ne sia davvero andata. Rimane nelle canzoni, certo, ma anche nel modo in cui ha insegnato a stare al mondo: con ironia, con eleganza, con quella libertà un po’ sfrontata che la rendeva unica. Una serata che non ha chiuso un capitolo: lo tiene aperto, come fanno le storie che continuano a vivere dentro chi le ha amate e personalmente, l’ho amata molto sia come artista e come donna.
“Ho amato anche più del necessario, ho fatto il dovuto e lo straordinario”.
Con queste parole di Ornella Vanoni si è concluso l’evento musicale
Qui di seguito vi lascio il video Live della canzone “Un sorriso dentro al pianto” che Francesco Gabbani aveva scritto per e interpretato con la Vanoni.
Auguro a tutti voi un sereno e piacevole fine settimana. by Giusy


Lascia un commento