Giorni fa, osservando questa nostra epoca in cui tutto vuole apparire e tutto corre frenetico, mi è tornata alla mente una frase di Francesco d’Assisi che avevo letto anni addietro in un libretto dedicato alla sua vita: raccontava della scelta di abbracciare la fede e la povertà, rinunciando ai beni e agli agi che appartenevano alla sua famiglia.
Tra me e me mi sono chiesta: chi, oggi, sarebbe così umile da compiere un gesto simile a quello di Francesco d’Assisi? Credo non serva che vi dia la risposta implicita che mi sono data.
“Dio si nasconde nelle cose semplici”
Questa è la frase che, come un lampo, mi è tornata improvvisamente alla memoria. Quel Dio che io, più semplicemente, chiamo in questo caso bellezza, o in altri Energia Universale. Anche perché non mi considero pienamente cattolica: credente sì, ma non mi riconosco nel Cattolicesimo. Con tutto il rispetto, ciò non toglie che, di tanto in tanto, attinga qualcosa anche da quella tradizione.
A parte questa premessa, l’altro giorno il mio pensiero si è rivolto a quella semplicità che abbiamo perduto e che non sappiamo più riconoscere nelle piccole cose che la vita e la natura ogni giorno ci offrono. Inoltre, fatichiamo persino a cogliere la bellezza che risiede nell’animo delle persone che ci circondano. Certo, esistono persone dal cuore chiuso e dall’animo oscuro, ma – per fortuna – ci sono ancora tante persone di buon animo, ricche di cuore e di sentimento. Eppure, nella maggior parte dei casi, non sappiamo più riconoscerle né dare loro il giusto valore.
In un mondo che ci insegna quotidianamente a cercare la bellezza in ciò che possediamo, la nostra memoria non ricorda più che la serenità e la bellezza non si trovano negli eventi straordinari, ma nella nostra quotidianità: in un sorriso ricevuto, in un gesto di gentilezza, nel canto di un uccellino, in un’alba o in un tramonto, nell’incanto di quei panorami che solo la natura sa offrire ai nostri occhi. Riscoprire questi “dettagli” significa tornare a guardare la realtà. È l’unica via per smettere di inseguire chimere e ricominciare a stupirsi delle bellezze che già ci circondano: le più semplici, le più autentiche.
Francesco d’Assisi, che rinunciò alla ricchezza per stringere una vita povera, sapeva che la vera grandezza nasce dall’umiltà: l’essenziale non è ciò che si possiede, ma ciò che si è.
Ai giorni nostri in cui l’apparire sembra dominare, credo che riconoscere il valore delle piccole cose sia il vero atto di libertà. Quando si riesce a guardare il mondo con occhi umili, si scopre che ogni momento, anche il più ordinario, può rivelarsi bello.
Occorrerebbe imparare a ringraziare per ciò che si ha, anche quando è poco: solo così si riesce a riconoscere la bellezza della realtà. Essere grati del sole, del cibo, di un incontro, di un gesto gentile sono modi concreti per aprire il cuore e ritrovare equilibrio. La gratitudine trasforma il quotidiano in preghiera, perché ci ricorda che ogni cosa, anche la più semplice, è un dono.
Mai come oggi, le parole di Francesco d’Assisi ci svelano che la semplicità è forza rivoluzionaria. In un tempo colmo di eccessi e rumori, tornare all’essenziale diventa un gesto di libertà interiore.
“Dio si nasconde nelle cose semplici“
È un invito a ritrovare l’autenticità: a riscoprire con sguardo fresco ciò che ci appartiene già, a lasciarci attraversare dalla leggerezza e ad accorgerci che la felicità, spesso, non va cercata lontano – è qui, velata ma presente.



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