Qualche sera fa ero in cucina a preparare le porzioni per la cena. Dopo una giornatina caotica dal punto di vista lavorativo, mentre sistemavo i piatti, pensavo tra me e me che ormai, dopo cena, mi sarebbe rimasto solo da caricare la lavastoviglie, rassettare la cucina e finalmente la giornata, per quanto riguarda incombenze e doveri, sarebbe stata conclusa. Stavo già tirando un sospiro di sollievo, assaporando la tranquillità serale, quando, girando lo sguardo sotto il tavolo della cucina, cosa vedo fuori posto? Il bidoncino della plastica, pieno e da svuotare nel bidone esterno della differenziata. E te pareva… che non fosse rimasto qualcosa indietro? Francamente non ci avevo fatto caso, anzi, me ne ero proprio dimenticata.
Quando mi sono seduta a tavola, mio marito nel guardarmi si è accorto che avevo un’espressione un po’ cupa e mi ha chiesto il motivo. Gli ho risposto che, come sempre, manca uno per fare trentuno: c’era da svuotare il bidoncino della plastica. Da lì ho iniziato a farne un piccolo dramma. È un lavoro di poco conto, ci mancherebbe, ma ciò che mi ha infastidita è stato il pensiero che almeno in casa credevo fosse tutto a posto… e invece no. E così rimandato il relax.
Mio marito, naturalmente, mi ha detto che non era un grosso problema e che si poteva fare anche l’indomani mattina, non era urgente. E tutto sommato non ho potuto dargli torto. Diciamo che ero io, dopo una giornata frenetica al lavoro, ad avere bisogno di un po’ di quiete, e anche il minimo contrattempo mi ha disturbata.
Mentre stavamo cenando, la mia mente ha preso il volo verso quella nuvoletta che spesso vado a visitare del resto, sono un’Acquario. A un certo punto mio marito mi ha chiesto il motivo di quell’aria trasognata, e così gli ho spiegato a cosa stavo pensando.
Ebbene, stavo sognando a occhi aperti: immaginavo un solo giorno della mia vita, trascorso a casa, con la stessa spensieratezza e il nulla da fare di quando si è in vacanza. Avete presente quella sensazione, quando ovunque cada lo sguardo ci si rende conto che non è compito nostro fare niente?
Perfetto. Ho iniziato a elencargli a ciò che pensavo e che mi piacerebbe fare, se mai accadesse una giornata di pieno relax, libera dal lavoro, doveri e mansioni varie. Gli ho detto che dedicherei una parte della giornata a scrivere post per il blog, un’altra a fare ricerche su argomenti di mio interesse e che naturalmente per mancanza di tempo rimando sempre, poi mi concederei un intervallo per la fotografia sia all’aperto che in studio e, per concludere in bellezza, mi immergerei nella lettura di un buon libro.
Dopo avermi ascoltata, mio marito mi ha detto: “Ho capito, arriveresti alla fine di quella giornata così spensierata che saresti stanca forse ancor più del tuo quotidiano, con tutte quelle attività che vorresti svolgere.”
Probabilmente ha ragione. Ma volete mettere la carica emotiva che sarebbe dedicare un’intera giornata alle attività creative che ci appassionano? Una giornata intera dedicata ai propri hobby… credo non abbia prezzo.
Forse non serve fuggire per sentirsi liberi. Forse basta un giorno, uno soltanto, in cui il tempo non ci rincorra, ma ci accompagni. E in quel giorno, ritrovarci.



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