
“La montagna nel lago” è il primo libro che leggo di questo autore contemporaneo.
Jacopo De Michelis è nato a Milano nel 1968 e vive a Venezia, dove lavora come editor presso Marsilio Editori. È stato traduttore, curatore di antologie, consulente editoriale e docente di narratologia alla NABA di Milano. Appassionato di fotografia, pubblica i suoi scatti su Instagram come @geidiemme. Ha esordito nella narrativa nel 2022 con il romanzo “La stazione”.
Trama: La sera del 3 settembre 1992, Pietro Rota torna a Montisola dopo 12 anni di assenza. Ha lasciato l’isola per diventare un grande giornalista a Milano, ma oggi si ritrova a lavorare per una scalcinata rivista scandalistica specializzata in cronaca nera. Il ritorno a casa non è trionfale come lo aveva immaginato: deve rispondere alla richiesta di aiuto del padre.
Emilio Ercoli, l’uomo più ricco dell’isola, è stato ucciso brutalmente, e i sospetti cadono su Nevio Rota, il padre di Pietro, con cui Ercoli aveva un pessimo rapporto. Convinto dell’innocenza del padre, Pietro si unisce al suo vecchio amico Cristian Bonetti, vigile urbano, per indagare. I due amici scoprono presto che Ercoli nascondeva molti segreti dietro la maschera di benefattore e sono convinti che fra questi si trovi la chiave per risolvere il mistero. Il problema è capire quale. Mentre le maglie della giustizia si stringono inesorabilmente attorno a Nevio, Pietro e Cristian continuano a scavare tra le ombre del passato, fino a scoprire un legame con i torbidi anni della Repubblica di Salò e la figura di Junio Valerio Borghese, il comandante della famigerata Decima Flottiglia Mas, che aveva trasformato Montisola nel suo feudo personale.
Da come si può dedurre dalla trama, il romanzo è ambientato principalmente a Montisola, un luogo isolato e suggestivo sul lago d’Iseo, insieme ad altri scenari circostanti descritti con grande efficacia. Pur non essendo un thriller, ma piuttosto un giallo-noir, il ritmo è incalzante e coinvolgente. Il racconto è ben costruito con una logica solida e una tensione narrativa crescente, capace di intrecciare in modo molto interessante il presente con un passato scomodo e pericoloso, che continua a esercitare la sua influenza.
Il finale sorprende con una verità tanto logica quanto inaspettata, seguita da un ulteriore colpo di scena che definirei un vero “colpo di genio” dell’autore.
Ho trovato il libro ben scritto, con uno stile fluido che rende la lettura scorrevole, nonostante i richiami a fatti e misfatti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. I personaggi sono credibili e la narrazione mi ha tenuta incollata alle pagine fino all’ultima riga.
Mi è piaciuto molto lo stile di scrittura dell’autore, tanto che ho già acquistato il suo romanzo d’esordio, “La stazione”, pubblicato nel 2022. Sicuramente Jacopo De Michelis sarà un autore che continuerò a seguire e leggere con piacere.
Sono andata anche a curiosare tra le foto del suo profilo Instagram e, pure come fotografo, devo dire che è bravo. Ugualmente a coloro che amano la fotografia, consiglio vivamente di seguirlo!


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