Dietro un muro nasce la tenerezza


Realizzazione grafica personale elaborata con AI

Qualche tempo fa avevo letto un articolo sul web il cui solo il titolo mi aveva fatta sobbalzare. Recitava così: “Addestra un cane in cella e poi lo perde per sempre: detenuto in lacrime al momento dell’addio”.

L’articolo sopra citato raccontava di un innovativo progetto avviato in un penitenziario dell’Ohio, volto a creare un legame tra cani abbandonati e detenuti. L’iniziativa prevede che animali maltrattati o senza famiglia vengano temporaneamente affidati ai detenuti, i quali si occupano della loro cura e del loro addestramento all’interno della cella (si spera che possano uscire insieme anche durante l’ora d’aria), con l’obiettivo di prepararli all’adozione da parte di nuove famiglie.

Mentre leggevo già dalle prime righe, inevitabilmente mi ponevo delle domande, sia per gli animali che per i detenuti. È spontaneo pensare che, giorno dopo giorno, tra il cane e il prigioniero si crei un legame affettivo. Quando arriva il momento in cui l’animale è pronto per l’adozione, la separazione da colui che aveva imparato a considerare come il suo umano di riferimento diventa inevitabile. Credo sia una vera tragedia, sia per il cane che per il detenuto, e se il cane in questo caso verrà adottato, il detenuto si ritrova improvvisamente solo, privato di quell’affetto che aveva riempito la sua quotidianità.

Non a caso, man mano che proseguivo nella lettura, verso la conclusione l’articolo citava anche un episodio ripreso dalle videocamere: al momento della separazione, un detenuto ha versato delle lacrime.

Leggendo, anche a me sono venute le lacrime agli occhi. Ho pensato a come, dopo diversi mesi, una persona immersa nella solitudine del regime carcerario abbia vissuto fianco a fianco con un cane, offrendogli attenzioni, tempo e pazienza per educarlo e conquistarne la fiducia. Gradualmente, ha ricevuto in cambio l’affetto dell’animale e il suo conforto, in un ambiente che, come sappiamo, è privo di qualsiasi forma di calore umano. Senza ombra di dubbio, entrambi si sono affezionati profondamente l’uno all’altro… e poi vengono separati.

Sicuramente, grazie a questa esperienza, i detenuti imparano il valore della responsabilità e della cura, dopo tanti anni di isolamento. I cani, dal canto loro, si abituano al contatto umano, superano i traumi del passato e diventano finalmente adottabili.

L’articolo riportava che, nonostante il dolore della separazione, il progetto prosegue con nuovi cani da addestrare e nuovi detenuti che si candidano per prendersene cura. A quanto pare, l’iniziativa ha avuto successo e, da un certo punto di vista, rappresenta per tutti loro un’occasione di riscatto e di rinascita. Non ho alcun dubbio che questo programma sappia dimostrare come, anche dietro un muro, possa nascere la tenerezza, e che nemmeno le sbarre di ferro riescano a contenere la forza della fedeltà di un cane.

Sinceramente, leggendo il suddetto articolo, mi sono posta molte domande sia per i cani che per i detenuti. Ho riflettuto anche sul fatto che gli animali hanno esigenze fisiologiche, e l’articolo non specificava nulla in merito. Inevitabilmente, però, la domanda principale che mi sono fatta è: a che prezzo tutto questo? Il costo dell’imprescindibile separazione e tutto ciò che ne consegue per entrambi. Il cane, inizialmente, può sentirsi nuovamente e seppur per breve tempo fortunatamente, abbandonato, mentre il detenuto si ritrova a fare i conti con la propria solitudine.

ll tema degli affidi, siano essi rivolti ai bambini o agli animali, solleva interrogativi profondi sul valore del legame affettivo e sulle conseguenze della sua interruzione. Spesso si tende a paragonare l’affido di un cane a quello di un bambino, ma sebbene le dinamiche possano sembrare simili, le implicazioni emotive e burocratiche sono molto diverse.

Personalmente, ho sempre nutrito forti perplessità nei confronti dell’affido, soprattutto quando si tratta di minori. L’instabilità che può derivarne – tra cambi di famiglia, attese indefinite e incertezze – rischia di compromettere lo sviluppo emotivo del bambino. Per questo motivo, ritengo che l’adozione, pur con tutte le sue lungaggini burocratiche, rappresenti una soluzione più solida e definitiva. Certo, il percorso è lungo e tortuoso, spesso costellato da ostacoli amministrativi e tempi dilatati, ma almeno offre una prospettiva di stabilità e appartenenza.

Nel caso degli animali, fortunatamente, il processo di adozione è meno complesso. I cani, creature sensibili e bisognose di affetto, meritano anch’essi una casa stabile e un legame duraturo. L’affido temporaneo, seppur utile in contesti come quello carcerario, dove può rappresentare una forma di riabilitazione per il detenuto e anche per lo stesso cane, comporta comunque un prezzo emotivo: la separazione. E questa, per quanto necessaria, lascia cicatrici sia nell’uomo che nell’animale.

In definitiva, ogni forma di affido dovrebbe essere valutata con attenzione, tenendo conto non solo dei benefici immediati, ma anche delle conseguenze affettive a lungo termine. La stabilità relazionale, sia per un bambino che per un cane, non è un lusso: è un diritto.



48 risposte a “Dietro un muro nasce la tenerezza”

  1. sono d’accordo. non è un argomento banale

    Piace a 1 persona

    1. Quando si parla di affido personalmente sono sempre piuttosto combattuta se non contraria già di per sé e nello specifico articolo che ho letto, le mie perplessità sono state tantissime, un turbine di riflessioni e di domande mi scorrevano nella mente e bada che questo articolo l’ho letto diverso tempo addietro ma mi è rimasto talmente impresso come se lo avessi letto questa mattina tanto è vero, che alla fine ne ho scritto un post. Buona serata Vittorio 😉

      Piace a 1 persona

      1. Una mia amica fa lo stallo per gatti di pochi mesi. Lo fa volentieri nonostante il dispiacere di dover lasciare andare il gatto che ha accudito per settimane.
        È una scelta e predisposizione personale.
        Buona serata 😊

        Piace a 1 persona

      2. …si credo che bisogna esserci portati e saper accettare il conseguente distacco.

        Piace a 1 persona

  2. Ottimo articolo con ottime riflessioni da me condivise. Ottima infine la tua considerazione finale : “La stabilità relazionale, sia per un bambino che per un cane, non è un lusso: è un diritto” 👏🏼👏🏼🙏❤

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Marcello, che piacere vedere un tuo commento perché oltre al commento di per sé, sta a significare che stai meglio e anche ieri pur non avendolo menzionato, mi ha fatto piacere ricevere la tua risposta al mio commento sui tuoi versi. Ti ringrazio anche per l’apprezzamento al post e alle mie riflessioni del resto, noi siamo persone con una certa sensibilità e la chiusura del post credo che sia più che mai condivisa da tutti coloro ai quali sta a cuore il prossimo e gli animali. Buona serata 🥀😉

      Piace a 1 persona

      1. Carissima Giusy🌹, grazie del tuo pensiero. In realtà non sto meglio, ma il tuo articolo meritava un risposta per l’argomento molto umano con cui l’hai esposto e a cui nessuno rimane indifferente. Conoscendo il tuo modo di pensare e di affrontare con lucido raziocinio insieme a sensibilità, non potevo fare a meno di leggerlo sino alla fine. Con grande sforzo di volontà sono riuscito e quindi ti ringrazio per la tua affettuosa affettuosa attenzione. 🙏🌹🤗

        Piace a 1 persona

      2. Allora ùp doveroso da parte mia ringraziarti doppiamente 🥀🥀🥀 e mi dispiace che la situazione non sia migliorata. Un abbraccio Marcella con te lo posso scrivere come già accaduto in passato ❤️

        Piace a 1 persona

  3. Tutti hanno bisogno di stabilità e di sicuro non è un lusso, e la natura stessa che lo richiede. Chi fa il contrario commette un atto di grave ingiustizia…

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Emyly, tutti abbiamo bisogno di stabilità emotiva e in questo specifico caso credo che sia stata un po’ persa di vista questa stabilità e per quanto riguarda il cane e per quanto riguarda il detenuto che pur che se ne dica, è sempre un essere umano che ha indubbiamente sbagliato e sta pagando il suo errore in carcere, ma non per questo bisogna sottovalutare le sue necessità affettive, emozionali etc. Ciò che ho letto mi ha schierata da entrambi le parti sia del cane e del detenuto. Buon serata 😘

      Piace a 1 persona

      1. Buona serata a te Giusy 😘

        Piace a 1 persona

  4. Il tuo post mi ha colpito profondamente.
    Hai raccontato una storia che, in apparenza, parla di cani e detenuti… ma in realtà parla di noi, del bisogno di essere visti, accuditi, perdonati.

    Credo che la separazione, in questi casi, non cancelli il legame: lo trasforma.
    Quel cane porterà con sé la voce di chi lo ha amato in cella, e quel detenuto, pur restando solo, saprà che è stato capace di donare qualcosa di buono al mondo.
    E forse è proprio questo il senso del progetto: ricordarci che anche dove la vita sembra finita, può ancora nascere tenerezza.

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Francesco, come credo si capisca dal post, questo progetto mi ha divisa in due: se da una parte sono favorevole e sono consapevole della sua importanza e per il cane e per il detenuto, dall’altro canto lo trovo un po’ così… non voglio usare termini forti. Credo anch’io in quanto affermi nella chiusura del tuo commento e ti ringrazio di avere espresso con lucidità il tuo parere. Buona serata 😊

      Piace a 1 persona

      1. Anime speciali…rare ma vere. Nelle tue pagine e dunque nella tua anima esiste. Spesso chi siamo non è un caso, dentro…dentro di noi tutto ha senso e quando scrivi racconti di te.

        Piace a 1 persona

      2. Ti ringrazio di questo tuo apprezzamento e mio fa doppio piacere poiché spesso sono stata “accusata” qui in piattaforma, di essere arida di sentimenti perchè non parlo mai di me e ciò che mi riguarda in quanto appunto emotività, francamente me ne sono sempre fregata poiché credo che anche dai semplici commenti che si lasciano nei post che si leggono, vuoi per le poesie o per racconti vari, si riesca comunque a comprendere colui che commenta. Grazie semprea te, buona serata 😊

        Piace a 1 persona

      3. Bisogna saper avere occhi che arrivano al cuore per far sì che le parole diventano verità. Ho capito e molto tardi..che poche persone si riconoscono come anima…per farlo bisogna esserlo. Tu sei una persona che non lascia dietro mai nessuno. Questo è un solo aspetto di quello che le tue parole dicono apertamente…bada non sono un mago…leggo e basta…e da qui riparto dall’inizio…Bisogna saper avere occhi che arrivano al cuore per essere non solo verità…ma anima. Notte.

        Piace a 1 persona

      4. Tu sei una persona dalle mille risorse compresa una spiccata sensibilità.

        Piace a 1 persona

  5. Cara Giusy, essendo io passata attraverso il tortuoso percorso per l’adozione che non mi è stata concessa per la tipologia di lavoro svolto da me e mio marito e per la mancanza di un tessuto familiare vicino( i nostri genitori vivevano lontani), soffro ogni volta che vedo soffrire gli altri, coinvolti in decisioni già prese sui loro legami affettivi. In questo tuo post il dolore è quasi solido. Quello che è nato sicuramente come un progetto riabilitativo, non tiene conto dei continui strappi emozionali. Perché non lasciare che il detenuto e l’animale d cui si sta prendendo cura, rimangano insieme? Personalmente lo trovo crudele per entrambi… un abbraccio

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Marcella, se sapessi quanti dubbi e riflessioni ho fatto una volta letto l’articolo neppure lo puoi immaginare e anch’io una volta terminata la lettura ho proprio pensato esattamente come te il perché non lasciare il detenuto e il cane insieme, che caspiterina, è troppo brutto così, è certamente un progetto riabilitativo per entrambe le parti ma il suo epilogo è davvero disarmante! Buona serata e grazie del tuo commento e di avere espresso una parte di te dolorosa. To abbraccio con affetto❤️❤️❤️

      Piace a 1 persona

  6. Bungiorno Giusy. Non conoscevo questo progetto, e credo che tutte le tue riflessioni siano più che adeguate. L’argomento è molto delicato e mi tocca profondamente. <3

    Piace a 1 persona

    1. Di questa iniziativa l’avevo lettw diverso tempo addietro e mi è rimasta impressa come se l’avessi appena letta tanto è vero che a son di pensarci ho deciso di scriverne un post, e più ci penso e più sono rammaricata di come una iniziativa così importante non tenga conto del valore affettivo che si crea tra detenuto e cane e il disagio che ne comporta per entrambi il momento del distacco. Grazie del tuo commento e ti auguro una piacevole serata. Un abbraccio 🥰❤️

      Piace a 1 persona

  7. Concordo con la giusta osservazione di Marcella. Perché non lasciare che il cane e il detenuto possano restare insieme anche dopo la scarcerazione? Mi sembra molto crudele per entrambi. E mi chiedo anche se sia giusto confinare un cane in una cella, considerando le sue ovvie necessità di spazio e di passeggiate quotidiane. Pur con questi grossi limiti, però, credo che il progetto abbia un senso, perché il rapporto affettivo con un animale non può che migliorare una persona.

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Raffa, non hai idea di quante domande mi sono fatta quando ho letto di questa iniziativa anche e proprio pensando al cane e alle sue esigenze premetto, io non conosco come siano accuditi nei canili e se siano previste anche le passeggiate per le loro esigenze fisiologiche, ma ciò nonostante, anche un cane relegato in cella mi piace poco e a prescindere da tutto questo, pure io avevo pensato che affettivamente parlando forse la soluzione giusta poteva essere il continuare a lasciarli insieme per evitare ulteriori traumi a entrambi al momento della separazione. Questa iniziativa se da una parte l’ho trovata un riscatto per detenuto e cane, dall’altra parte mi ha lasciata molto amareggiata perché una volta in più viene calpestato il valore emotivo di entrambi. Grazie d8 avere lasciato il tuo parere. Ti auguro una piacevole serata ❤️

      Piace a 1 persona

      1. Grazie a te Giusy, che presenti sempre spunti di riflessione molto interessanti. Buona serata!

        Piace a 1 persona

  8. Mi sembra che non si tengano nel giusto conto i sentimenti sia degli animali che dei detenuti. Forse bisognerebbe sentire il parere di uno psicologo.

    Piace a 1 persona

    1. Brava Lilli, hai centrato perfettamente il problema ed è questo che mi fa rabbia nonostante labritengo una buona iniziativa di riscatto sia per il detenuto che per il cane, un progetto così importante che però ahimè, non tiene conto delle implicite conseguenze emotive per entrambi quando arriva il momento della separazione. Grazie di avere espresso il tuo parere, ti auguro una buona serata ❤️

      "Mi piace"

  9. Mi sembra molto crudele per cane e umano.😔

    Piace a 1 persona

    1. …eh difatti Paola, il mio rammarico è proprio che di fronte a una iniziativa di questi calibro che tutto sommato è un riscatto sia per il detenuto che per il cane, non tenga conto dell’affetto che si crea tra loro due e di conseguenza il dramma del distacco per entrambi. Buona serata e grazie di avere lasciato il tuo commento 💕

      Piace a 1 persona

  10. Sono completamente d’accordo con te e ritengo a volte assolutamente crudele tutto ciò che riguarda l’affido.
    Grazie di vero cuore per questo post <3

    "Mi piace"

  11. Non sapevo che esistessero progetti del genere… Hai sollevato un argomento che merita più di una riflessione, ti ringrazio 🙏💖

    Piace a 1 persona

    1. Grazie a te Lorena e dici bene, è un argomento di una certa delicatezza e che solleva diverse opinioni e riflessioni. Buona serata cara ❤️

      Piace a 1 persona

      1. Grazie, altrettanto a te 😘

        Piace a 1 persona

  12. Grazie a te Vicky per avere espresso il tuo punto di vista molto in linea col mio. Ti auguro una piacevole serata 😘

    "Mi piace"

  13. Un tema che pone indubbiamente molte riflessioni, intanto io mi chiedo come facciano ad occuparsi degli animali in un ambiente in cui anche loro sono in qualche modo vittime. Il mangiare chi glielo compra? I cani hanno bisogno di spazi all’aperto, di correre, in una gabbia carceraria penso che soffrano quanto il detenuto. Non so, è un tema nel quale vedo molte perplessità a riguardo…🤔

    Piace a 2 people

    1. Ciao Max, anch’io nel leggere questo articolo mi e nompista tante domande anche per lo stesso cane però c’è anche da tenere in considerazione che trattandosi di cani abbandonati finiscono in un canile e non conosco in questi appositi rifugi come u cani vengano accuditi, se oltre al mangiare, al bere e alle cure in caso di malattie, siano anche accompagnati a fare d lle passeggiate oppure sono tenuti tutto il giornata dentro alle gabbie per cui tutto sommato,questa iniziativa per quanto la vedo controversa, da un altro punto di vista la vedo come ho già detto in altri commenti, un riscatto sia per il detenuto che per il cane, quelli che mi lascia perplessa è che una iniziativa così importante non tenga conto dell’emotività di entrambi che provoca il distacco. Buona serata Max 😊

      Piace a 1 persona

  14. È un argomento molto delicato, sia che si parli di animali che di bambini. Come ho letto in altri commenti, bisogna essere portati per farlo; altrimenti, a mio avviso, si tratta di una separazione profonda e dolorosa. Buonanotte cara Giusy. ✨️🍁

    "Mi piace"

  15. Faccio mie le tue perplessità, in più mi chiedo come sia possibile tutto ciò: anche un cane ha bisogno di spazio per vivere.
    Buonanotte 🙏🌹

    Piace a 1 persona

    1. …difatti Silvi, anche un cane necessita dei suoi spazi e poiché trattasi di cani abbandonati non conoscendo le dinamiche dei canili, anche in questo specifico almeno credo, che siamo rinchiusi nelle loro “cucce” e senza tutte quelle attenzioni e insegnamenti. Mah il progetto è sicuramente di una certa portata e interessante dal punto di vista di riscatto per il detenuto e per il cane e proprio per questo mi fa una certa rabbia che sia tenuto conto della sofferenza del distacco quando arriva il momento. Buona giornata 😊

      "Mi piace"

    1. Grazie ma sono una femmina 😉

      "Mi piace"

  16. Non ero a conoscenza di questo progetto.
    Pur essendo un buon progetto che permette sia ai detenuti che ai cani d’avere un piccolo riscatto nella loro vita dall’altro diventa molto doloroso quando arriva il momento della separazione.
    Un progetto simile potrebbe essere messo in atto con detenuti che devono scontare pene brevi e che magari, una volta usciti dal carcere, possano adottare il cane di cui si sono presi cura quando erano dietro le sbarre, 🙂.
    In questo modo non ci saranno separazioni dolorose ed entrambi inizierebbero una nuova vita.

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Ely, in pfimis scusa il ritardo della mia risposta, in questo periodo sono piuttosto impegnata col lavoro e mi rimane poco se non per niente tempo, per accedere alla piattaforma. Anche la tua è una bella riflessione, purtroppo nell’articolo non erano riportati più dettagli se non quel poco che ho riportato e riassunto nel post. Grazie della tua opinione e ti auguro una piacevole giornata 🍂

      Piace a 1 persona

      1. No problem, tranquilla, 😉.
        Grazie a te per aver portato alla conoscenza questo bellissimo progetto: a volte gli States sono esportatori di cose non propriamente belle, invece questa volta va reso loro merito per quello che fanno per i detenuti, 🙂.
        Buona serata e buon weekend, 🤗🤗🤗!

        Piace a 1 persona

  17. Un argomento molto delicato che in fondo bisogna soppesare, sia nel positivo che nel negativo.
    Sicuramente i detenuti erano pienamente coscenti del distacco, ma che comunque sia stata per loro…due, un’esperienza di arricchimento, come spesso succede nella vita.
    Gioie e dolori come sappiamo vanno a braccetto, tutto questo va messo in conto
    Un abbraccione a te anima sensibile. 🫂💖💖

    Piace a 1 persona

    1. …si purftroppo gioid e dolori vanno a braccetto nell’arco dell’esistenza terrena, in questo caso però mi è sembrato così crudele forse più per il cane che per il detenuto perché come dici tu, il detenuto sapeva fin da subito che il distacco ci sarebbe stato. Grazie della tua riflessione. Un abbraccio affettuoso 🥰❤️

      Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a Emyly Cabor Cancella risposta

Benvenuti

Ciao a tutti! Benvenuti in questo blog, il luogo ideale per esplorare idee, ispirazioni e storie affascinanti. Troverete articoli su vari argomenti,  le mie riflessioni e considerazioni anche per quanto riguarda temi di attualità. Sono entusiasta di intraprendere questo viaggio insieme a voi!

È un blog pensato anche per gli appassionati di lettura e arte in genere. Qui condivido i miei interessi, dalla fotografia agli autori e libri da me preferiti, oltre alla mia ammirazione per tutte le forme di arte. Unisciti a me in questo viaggio per scrutare insieme anche le meraviglie del mondo artistico e letterario.




ottobre: 2025
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031