
Una serie televisiva crime che porta il marchio di Rai Fiction e che recentemente ha catturato la mia attenzione è “Gerri”, trasmessa su Rai Uno il lunedì sera e tratta dai romanzi di Giorgia Lepore.
La fiction è stata girata in Puglia, precisamente a Trani, e devo dire che la fotografia mi ha colpita. Non è particolarmente satura di colori, ma il più delle volte presenta una leggera sfumatura seppia che valorizza i toni più tenui rispetto al solito. Le inquadrature, seppur insolite per molti, per me risultano perfettamente naturali, poiché si concentrano su dettagli e scorci del luogo, evitando panoramiche ampie e tradizionali.
Il protagonista, Gregorio Esposito, detto Gerri, è un ispettore di polizia cresciuto in una casa-famiglia dopo l’abbandono dei genitori. Brillante ma impulsivo, alterna intuizioni geniali a decisioni rischiose. Mentre indaga su una serie di misteriosi omicidi femminili, si confronta con la determinata vice ispettrice Lea Coen, interpretata da Valentina Romani. È proprio lei l’unica capace di vedere oltre il suo lato duro, dando vita a una relazione intensa e complessa. Gerri, spesso e volentieri, conduce le indagini per conto proprio, mettendo da parte la squadra, e questo suo atteggiamento gli crea non pochi problemi con superiori e colleghi.
A prima vista potrebbe sembrare una semplice fiction investigativa, ma in realtà questa serie televisiva affronta con sensibilità e profondità il tema dell’abbandono. Lo fa con il giusto riguardo, restituendo a questa tematica la delicatezza che merita sempre e comunque.
Il finale mi ha colpito profondamente, poiché si chiude con un gesto carico di significato. Gerri, interpretato con intensità da Giulio Beranek, arriva al termine del suo viaggio emotivo svuotato, stanco, fragile. Ha perso tutto: amici, lavoro, famiglia. Persino se stesso. Eppure, in mezzo a questa solitudine, c’è ancora qualcuno che lo guarda con occhi limpidi: la vice ispettrice Lea. Non lo giudica, non gli chiede di cambiare. Lo accoglie, semplicemente. Ed è con lei che Gerri trova la forza di compiere un passo decisivo.
Lea lo accompagna dalla sorella, in un gesto silenzioso ma carico di significato. È qui che il protagonista affronta finalmente il proprio passato, chiudendo un cerchio doloroso che ha definito la sua esistenza. Ma non c’è un lieto fine tradizionale. Niente baci appassionati, nessuna promessa esplicita. Solo due persone, mano nella mano, unite dal dolore e dalla consapevolezza di ciò che sono diventate.
Così si chiude la fiction“Gerri”, con un finale tanto delicato quanto incompleto, capace di lasciare tutto all’immaginazione dello spettatore. Il legame tra Gerri e Lea continuerà? Questa storia d’amore riuscirà davvero a guarire le ferite profonde del protagonista?
E poi, chissà… Forse una seconda stagione potrebbe dare nuove risposte e permettere ai due protagonisti di proseguire quel cammino appena iniziato anche se attualmente, non è dato sapere se ci sarà un seguito della fiction.,


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