
Giusto l’anno scorso, a fine luglio, ho organizzato una gita sorpresa per risollevare il morale di mio marito, ancora profondamente afflitto per la perdita di suo fratello. Non aveva la più pallida idea di cosa avremmo visitato, ed è stato per me entusiasmante mantenere il segreto fino al nostro arrivo considerando la sua curiosità e domande per tutta la durata del tragitto in auto.
La destinazione? Le meravigliose distese di Fiori di Loto sul Mincio. Un vero spettacolo per gli occhi e per l’anima. Abbiamo navigato sulle placide acque a bordo di un battello, immersi in un paesaggio da fiaba che sembrava uscito direttamente da un dipinto.

Per rendere tutto perfetto, avevo acquistato i biglietti per l’imbarcazione con qualche giorno di anticipo e curato ogni dettaglio dell’organizzazione, compreso il pranzo in un ristorante nella città di Mantova dove ci siamo imbarcati. Non stavo più nella pelle: la sua sorpresa era il mio più grande desiderio, e anche io ero impaziente di godermi lo spettacolo che prometteva di essere indimenticabile.

Attorno alle distese di Fiori di Loto, nel Lago Superiore, aleggia una romantica leggenda. Si narra di una giovane donna orientale che morì tragicamente annegata mentre si specchiava nelle acque del lago. Il suo innamorato, devastato dal dolore, cosparse le acque di semi di fiore di loto per fare in modo che, ogni estate, la delicatezza e il profumo dei fiori ricordassero l’amata. Anche se la realtà ci racconta un’altra storia, questa leggenda aggiunge un tocco di poesia al luogo.
In effetti, questo splendido fiore orientale è stato introdotto in Italia nel 1921 dalla botanica Maria Pellegreffi. Ricevuti in dono alcuni bulbi, li trapiantò nel lago, creando un’isola botanica per studiarne la crescita. Con il tempo, gli abitanti delle zone limitrofe iniziarono a diffonderli lungo le rive per abbellire i loro giardini. La pianta, dalla straordinaria capacità di propagazione, ha così trasformato il paesaggio del Mincio in un vero e proprio spettacolo naturale.

Durante la gita non sono mancate soste per ammirare più da vicino queste meraviglie della natura e, ovviamente, per scattare qualche fotografia ricordo. Gli scenari che ci circondavano erano talmente incantevoli che non sembrava nemmeno di essere in Italia. Tra verde lussureggiante e distese d’acqua, ci siamo completamente persi in un mondo incantato, immersi in una natura rigogliosa, fatta di piante acquatiche che raccontavano la loro storia.

È stata una giornata speciale, di quelle che non si dimenticano facilmente: una vera immersione nella bellezza e nella serenità, un balsamo per l’anima di entrambi. Anche il pranzo è stato più che apprezzabile. L’unica nota, diciamo, “stonata” è stato il caldo afoso di luglio, che ci ha colpiti non appena tornati al porto. Una volta sbarcati, abbiamo percorso a piedi il tragitto verso il ristorante in centro, poiché l’intera area di Mantova è una zona a traffico limitato, quindi non accessibile in auto.

Nonostante il caldo che si è fatto sentire, la giornata è stata davvero favolosa. È una gita che consiglio vivamente e che vale la pena fare almeno una volta nella vita.


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