
Poiché amo indossare il profumo mi è venuta la voglia di fare una ricerca al riguardo per confermare e anche comprenderne meglio le sue origini e nel bel mezzo della ricerca, ho scoperto anche delle notizie curiose le quali non conoscevo assolutamente.
Il profumo come ben sappiamo tutti, è una sostanza aromatica che si usa per profumare il corpo, gli ambienti o gli oggetti. Il termine deriva dal latino “per fumum”, che significa “attraverso il fumo”, in riferimento all’uso antico di bruciare sostanze odorose per scopi religiosi o rituali. La sua storia è antica e affascinante, e si intreccia con quella delle civiltà, delle culture e delle tradizioni che hanno popolato il mondo. In questo post provo sinteticamente a raccontare le sue origini, lo sviluppo e le curiosità di questo prodotto che accompagna l’umanità da millenni.
Le prime testimonianze dell’uso del profumo risalgono al Paleolitico, quando gli uomini primitivi usavano le resine e le essenze vegetali per mascherare l’odore del corpo degli animali uccisi. In seguito, i profumi furono usati anche per scopi terapeutici, magici o religiosi, come offerte agli dei o per purificare l’aria dalle malattie.
Le prime civiltà a sviluppare una vera e propria arte profumiera furono quelle dell’antico Egitto, della Mesopotamia e dell’India. Gli egizi erano maestri nella preparazione di oli, unguenti e balsami profumati, che usavano per la cura del corpo, per la cosmesi, per la medicina e per le cerimonie funebri. Il primissimo documento della sua esistenza risale al 3000 a.C. all’epoca era una fragranza a base di mirra, cannella e nardo, creata dai sacerdoti egizi per onorare il dio Ra e fu successivamente che ne divenne una vera e propria abilità; i mesopotamici invece erano piuttosto creativi nella distillazione delle essenze vegetali, che mescolavano con cere, grassi animali e alcool; gli indiani erano alquanto famosi per i loro attar, profumi concentrati ottenuti dalla macerazione dei fiori in oli vegetali.
Nel mondo antico il profumo si diffuse grazie ai commerci e alle conquiste. I greci appresero l’arte profumiera dagli egizi e la raffinarono con la creazione di diverse tipologie di profumi, come gli aromata (profumi liquidi), i stymmata (profumi solidi) e i diapasmata (profumi in polvere). I greci usavano i profumi per la bellezza, per l’igiene, per la salute e per il piacere. I romani importavano i profumi dalle regioni orientali, come l’Arabia, la Persia e l’India, dove si producevano le spezie più pregiate e rare. Erano grandi consumatori di profumi, che usavano in abbondanza per il corpo, per i capelli, per i vestiti, per le case e per i banchetti e ho scoperto che l’imperatore Nerone facesse spruzzare il profumo sui suoi ospiti addirittura durante i banchetti e sua moglie Poppea, ne consumasse nientemeno ben 500 litri all’anno.
Ma ahimé, con la caduta dell’impero romano d’Occidente, il profumo subì un declino in Europa, dove prevalse una visione negativa del corpo e della sensualità. Venne considerato un lusso superfluo, una tentazione peccaminosa e una fonte di malattie, fu valutato come una forma di magia e di stregoneria e quindi, proibito dalla Chiesa (e te pareva…). Solo i nobili e i ricchi potevano permettersi di usare essenze profumate, spesso importate dall’Oriente. Anche i monaci e i medici continuarono a usare i profumi ma soltanto per scopi terapeutici o liturgici. Il suo utilizzo si conservò invece nelle regioni orientali, dove continuò a essere prodotto e apprezzato. In particolare il mondo arabo, fu protagonista di importanti innovazioni nella chimica e nella tecnica profumiera, come la scoperta dell’alambicco, uno strumento fondamentale per la distillazione delle essenze.
Ritornò in auge in Europa nel Rinascimento, grazie ai contatti con l’Oriente e alla rinascita della cultura classica. Il profumo fu rivalutato come espressione di raffinatezza, di eleganza e di seduzione. Le corti europee divennero i centri della moda e della produzione profumiera, dove si sperimentavano nuove fragranze e si creavano profumi personalizzati. Tra le città più famose per il profumo ci furono Firenze, Venezia e Grasse in Costa Azzurra. Fu Caterina de’ Medici una delle prime a diffondere l’uso del profumo in Francia, portando con sé addirittura il suo profumiere personale, Renato il Fiorentino ed è per questo che la città di Grasse, divenne la capitale mondiale del profumo merito della coltivazione delle piante aromatiche e alla lavorazione delle essenze.
Nel ‘800 il profumo si trasformò da un prodotto artigianale a un’industria. Nascevano le prime grandi case di profumeria, come Guerlain, Chanel e Coty, che creavano fragranze celebri e innovative. Il primo profumo sintetico fu il Coumarin, lanciato nel 1882 da Houbigant.
Dal ‘900 in poi divenne un fenomeno di massa, grazie alla pubblicità e al cinema. Le star di Hollywood lanciavano le loro fragranze personali, come Marilyn Monroe con Chanel N°5 o Audrey Hepburn con L’Interdit di Givenchy. Il profumo diventava anche un segno distintivo dei movimenti sociali e culturali, come il patchouli degli hippy o l’Opium di Yves Saint Laurent degli anni ’70.
Dagli anni 2000 il profumo continua a evolversi e a sorprendere. Le tendenze attuali sono quelle dei profumi personalizzati, dei profumi di nicchia e dei profumi molecolari, che si adattano alla pelle e all’umore di chi li indossa, Dalla sua nascita ha accompagnato l’evoluzione delle civiltà, delle culture e delle mode, diventando un simbolo di potere, di seduzione e di personalità rimanendo un settore sempre in continua evoluzione e che non smette mai di stupire.


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