
Dopo diversi anni che non vi andavamo, siamo tornai a visitare il Castello di Carpineti in provincia di Reggio Emilia. E’ stata un’entusiasmante gita fuori porta che poi abbiamo concluso al pomeriggio spostandoci nel paese di Marola non molto distante da Carpineti. e sempre facente parte dell’Appennino reggiano.
Il Maniero di Carpineti ha una lunga e ricca storia, è risalente all’epoca Medievale e sorge sopra uno degli speroni rocciosi del crinale del monte Antognano. la sua visuale è d’impatto e piuttosto suggestiva, un tempo fu collocato in questa posizione proprio per la funzione difensiva. La proprietaria era Matilde di Canossa nella quale sede ospitò in quegli anni pontefici tra i quali anche Papa Gregorio VII, imperatori, re e duchi che tra quelle mura concordavano accordi sulle sorti d’Italia. Nel 1092 Matilde riunì nel Castello di Carpineti un’assemblea di vescovi, prelati e monaci, intenzionati a risolvere la guerra contro gli eretici. Oserei dire che la suddetta Rocca trasuda un’epoca importante della storia d’Italia.
La struttura del complesso viene definita “castello-recinto” con una cinta a pianta irregolare simile quasi ad un trapezio.

All’estremità del lato corto meridionale c’è un piccolo ambiente che si configura come un torrione rotondo attraverso il quale si entrava nel castello. All’interno delle mura si nota una torre isolata a pianta quadrata, costituita da masselli di pietra ben squadrati. Gli apparati difensivi murari del primo cerchio di mura racchiudono la chiesa di Sant’Andrea e il cimitero cinquecentesco.


Più internamente il Castello ha una seconda cinta muraria con descrizione delle strutture difensive, che racchiude il cortile interno con una cappella dedicata a Santa Maria Annunciata, il centro all’epoca amministrativo, la cisterna e la sua torre centrale.
Dopo il decesso di Matilde il suo feudo si disgregò e anche Carpineti dovette subire numerosi cambi di proprietà e distruzioni. Fra i suoi possessori spicca la personalità di Domenico Amorotto, un avventuriero, ladro e assassino ma anche ben inserito nei giochi politici locali, che spadroneggiò a lungo nel Cinquecento nella montagna reggiana.
Del castello oggi da come si può notare dalle foto, rimangono poderosi ruderi dominati dalla torre quadrangolare diroccata alla sommità. L’intera struttura là dove è stato possibile, è stata restaurata dal 1990 ai primi mesi del 1999, ci sono voluti ben nove anni.

Dopo aver pranzato (bene) in un ristorante caratteristico nella strada sottostante il Castello, ci siamo spostati nel paese di Marola poco più di 800 mt. di altitudine un vero angolo di paradiso, completamente immerso nel verde, molti anni addietro quando con mio marito eravamo ancora morosi e mi ci portò per la prima volta, ne rimasi incantata a tal punto che per diversi anni consecutivi nei mesi di Luglio e di Agosto, prendevamo una casetta in affitto per andarci a trascorrere il fine settimana e una piccola parte delle nostre ferie poiché all’epoca avevo ancora i miei genitori in vita per cui la prima settimana si andava dai miei a La Spezia e la seconda settimana si trascorreva appunto nella casetta di Marola, poi accadde che i nostri anziani prima uno e poi l’altro e poi gli altri ancora, si sono ammalati e per un lungo periodo non siamo più riusciti ad andare in ferie da nessuna parte e non solo a Marola, poiché era richiesta la nostra presenza e poi e poi… nel mentre sono passati gli anni senza neppure che ce ne accorgessimo e nei tempi attuali torniamo nel paesello idilliaco solo per la gita di un giorno, sempre meglio che niente!!!





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