Ex libris


Ciao a tutti!!! Giorni addietro casualmente ho letto sul web che sotto le feste natalizie stanno tornando di gran moda gli ex libris: il regalare un libro cartaceo naturalmente, personalizzandolo ad hoc per il suo destinatario. Naturalmente il trafiletto che ho letto era più che altro rivolto a pubblicizzare questa tipologia di regalo.

Come ex libris s’intende un timbro inchiostrato frontespizio nei libri per indicare l’appartenenza contenente il nome del proprietario, a una famiglia, a una biblioteca e, più frequentemente al giorno d’oggi, a una persona. Questa espressione è una locuzione letterale in latino che si traduce dai libri di…” e che spesso si trova anche nell’immagine del timbro. La storia di questo marchio ha avuto dinamiche alterne che sono andate di pari passo con l’importanza appunto dei libri, i periodi più favorevoli o meno alla lettura ma soprattutto all’importanza del libro.

Poiché per quanto al riguardo avessi una certa “conoscenza” dei libri timbrati come più o meno tutti credo, ho voluto fare una più approfondita ricerca per risalire all’esordio di questa tradizione e soprattutto alla storia che l’accompagna.

Questo timbro ha una origine molto antica, difatti lo si può trovare nelle annotazioni manuali sui frontespizi dei codici tardo antichi e medievali, che divennero più frequenti nel Rinascimento e che avevano intenti diversificati: poteva essere la firma dell’addetto a scrivere a mano atti e documenti, colui che ne aveva generato il codice, l’annotazione del committente e proprietario del volume o l’indicazione del donatore dello stesso.

Fino al XVIII secolo, gli ex libris si limitavano a riportare lo stemma araldico, che già da solo bastava a designare la biblioteca di appartenenza. Nel Settecento, invece, l’uso del ex libris cambiò carattere e, in risposta alla rivoluzione culturale di quel periodo, assunse la connotazione privata che si sviluppò nei secoli successivi. Era l’epoca dei romanzi d’avventura, impregnati di una nuova morale, più laica e umana, e dell’Illuminismo. Con la progressiva circolazione su carta delle nuove idee politiche e filosofiche e con l’ingentilimento dei costumi borghesi, anche il collezionare libri entrò a far parte delle abitudini delle famiglie facoltose ma non per forza nobili.

La diffusione degli ex libris prese piede quindi, nelle biblioteche private. Le influenze figurative delle nuove correnti artistiche si sostituirono all’araldica e l’ex libris passò a identificare una persona, il collezionista proprietario, più che il casato di appartenenza. La gara a chi commissionava l’ex libris più bello ed elegante produsse delle vere opere d’arte in miniatura.

L’ex libris, comunque, rimaneva in qualche modo vincolato allo stemma nobiliare: per quanto l’utilizzo fosse privato e quasi sempre comparisse il nome proprio del proprietario, difficilmente mancava un riferimento preciso alla casata, alla famiglia o alla corporazione di appartenenza. Per questo, con la Restaurazione, in Italia la diffusione degli ex libris subì una drastica riduzione e arrivò al punto di diventare un’usanza quasi dimenticata.

Continuava, invece, ad essere presente e richiesto all’estero: ad esempio l’edizione natalizia del 1898 della prestigiosa rivista inglese di arti decorative, The Studio, raccolse i più interessati ex libris dal punto di vista artistico e simbolico, sia fra quelli di produzione inglese, ma anche francesi, tedeschi e statunitensi.

All’inizio del Novecento l’Art Nouveau si impose anche sull’estetica dell’ex libris, invece che ai quadri, cominciò ad assomigliare alle locandine dei caffè parigini e alle vetrate viennesi: dimostrativi sono per questa corrente gli ex libris di Koloman Moser (esponente delle Secessione Viennese). Anche in Italia l’ex libris rinasce e, questa volta, a recuperarlo dagli antichi splendori furono non solo gli artisti, ma i nuovi professionisti del design: progettisti, architetti, industriali, che disegnarono ex libris per sé stessi e per gli amici.

Nel secondo Novecento l’imponente spinta all’industrializzazione portò il libro a diventare un oggetto dalla distribuzione capillare, di uso quotidiano e privo di qualsivoglia valore artistico: perché impreziosire e reclamare il possesso di un oggetto quasi del tutto privo di valore materiale? La pratica degli ex libris divenne, quindi, assai poco diffusa.

Al giorno d’oggi, tuttavia, si assiste a una rinascita degli ex libris: proprio quando il digitale la fa da padrone nella vita di tutti i giorni, la bellezza analogica della carta torna a possedere la sua preziosità e per questo gli ex libris tornano a essere una forma d’arte proprio del mondo cartaceo, caro a molti e, a livello mondiale, ritorna il collezionismo. Sembrerebbe che in diversi Paesi sono nate associazioni di artisti, collezionisti e bibliofili che si scrivono, si incontrano, si parlano e amano adornarsi dei loro ex libris.

Dopo questa parentesi storica dell’ex libris, vorrei concludere proponendovi alcuni esempi di timbri che oggigiorno si possono ordinare i quali ho trovato nell’articolo che all’inizio ho menzionato. La vastità di scelta è davvero per ogni gusto e tipologia, sicuramente l’unica cosa da tenere in considerazione è l’estrema personalizzazione del timbro: deve rispecchiare in toto il suo possessore ed è proprio per questo che ogni ex libris conterrà il nome o le iniziali del suo proprietario o destinatario che sia, se lo si vuole regalare. Come idea da prendere in considerazione per regali più esclusivi per questo Natale ormai i tempi sono un pò strettini forse, ma d’ora in avanti se per un qualsiasi motivo regalerò dei libri, terrò presente questa particolarità, i suddetti timbri si possono ordinare sul web basta digitare ex libris e si trovano diverse aziende che li producono personalizzandoli col nome del committente e con tempi piuttosto veloci, il tutto a un costo più che mai accessibile.

Per cominciare la presentazione delle tipologie spesso la scelta ricadrà su un ex libris a tema libro. In alcuni, come nell’immagine qui di seguito, non c’è la scritta ex libris

dal Web

In altri invece, sarà in cima

dal Web

Ne esistono con impressi animali come qui di seguito Cervo e Volpe

Se ne possono scegliere anche tra quelli a tema artistico, che spaziano dall’Onda” di Hokusai al bacio di Klimt

39 pensieri riguardo “Ex libris

  1. Bello e interessante questo articolo, Giusy🌹 . Suggerisci un modo originale di personalizzare un libro, che va al di là della dedica che ogni autore “scarabocchia” sulla pagina interna del libro che regala o che viene acquistato. Qui c’è eleganza e il segno che il libro è proprio di colui che lo possiede. Sembra quasi che l’autore abbia pensato nello scriverlo a colui a cui lo dona o l’abbia acquistato. Ottimo davvero!!

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    1. Ciao Marcello condivido il tuo pensiero e anch’io da quanto avevo letto nell’articolo ne ero rimasta affascinata e entusiasta di questa idea tornata in voga della personalizzazione del libro, anch’io presa in considerazione appunto per un regalo di sicuro più esclusivo. Grazie di avere apprezzato e buon proseguimento di giornata 🥀😉

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  2. Nella biblioteca dei mie genitori c’erano svariati “ex libris” tra cui anche quelli dei miei bisnonni. Mi è sempre piaciuto guardarli perché ognuno era diverso ed era un segno di proprietà esclusivo è artistico. Da riprendere, sicuramente. Buon pomeriggio cara 🌻🌻☀️🌻🌻❤️

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    1. Che bello Emyly che tu abbia potuto ammirare anche quelli più datati di ex libri, son9ndavvero affascinanti e questa idea che siano nuovamente rivalutati mi affascina molto ❣️❣️❣️ Buon pomeriggio anche a te un for5e abbraccio 🥰😘

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  3. Giusy mi piace il libro personalizzato . Non conoscevo , o forse avevo dimenticato la storia sugli ex libris che risale al Medio Evo,molto interessante . Ho dei libri con il timbro , anche se sono più recenti , li tengo come ricordi preziosi .
    Buona giornata ❣️

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    1. …beata te che hai questi libri storici, io invece non ne ho mai visto e tanto meno toccato uno dal vivo, conoscevo un pò la storia risalenti al Medioevo, quel che ho avuto modo di vedere di questi antichi manoscritti col timbro li ho soltanto visti è il caso di dire, in fotografia, tienteli cari sono preziosi, una vera reliquia. Grazie del passaggio e buon pomeriggio 😘🥰

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