Ciao a tutti, oggi vorrei postarvi una poesia con annesse le riflessioni di una poetessa che tra di voi in molti sicuramente conoscono poichè il nostro Fil, scriveva diverse recensioni sulle sue poesie, affermando che sentiva una simbiosi artistica con lei.
L’autrice è Francesca De Masi, la sua pagina su Instagram è @inosservatapasso.
Personalmente ho iniziato a leggere le sue poesie e successivamente a seguirla sul profilo Instagram, per merito appunto delle recensioni di Fil.
Sin dall’inizio le sue odi mi hanno folgorata. È un’autrice con la quale riesco a paragonarmi molto bene nei suoi versi, nelle emozioni che descrive, nelle sue considerazioni, ed è appunto per questo che sono qui a parlarvene.
L’altra sera leggendo la poesia che vi andrò a postare, sono rimasta esterefatta e non solo dalla stessa ode, ma anche dalle parole della sua penna che accompagnano la poesia.
Oggi mi fa veramente piacere su gentile concessione di Francesca De Masi, il poter postare sul blog la sua poesia, la quale mi ha ulteriormente gratificata inviandomi i suoi versi con l’immagine postata sulla sua pagina di Instagram, immagine che è il quadro di un pittore anch’esso con profilo su Instagram, ma comprenderete meglio leggendo le parole riflessive della letterata Francesca De Masi che seguono la poesia.

Quando ho visto questo dipinto di @delxy2020 ero partita con l’idea di scrivere altro; poi sono stata colta da tutt’altra ispirazione .
I fatti che stanno accadendo non lasciano indifferente neanche me, anche se confesso una certa insostenibilità emotiva nell’affrontare questi argomenti.
Perché sono una persona fortunata .
Io non so cosa significhi la guerra .
Io non so cosa significhi dover pensare di scappare dalla mia casa, dal mio paese.
Io non ho motivo di immaginarmi il dolore che potrei provare se subissi una qualsiasi violenza
Io oggi sono sicura di avere o di potermi procurare mezzi e risorse per proteggere mio figlio.
Io non so cosa significhi non avere scelta di fronte a un qualsiasi uomo (padre che decide a chi darmi in sposa o marito che ha potere sulla mia vita, che non gli ho dato io).
Non lo so… e mi sento quasi in colpa .
Sicuramente inopportuna.
Perché ho sempre pensato che la poesia sia una forma di espressione per scavare le emozioni e raccontare gli stati d’animo, propri principalmente, basati sui propri vissuti.
E quelle donne, così come tutte le persone che sono in difficoltà, non hanno spesso neanche l’occasione e la speranza di pensare a quando si riposeranno dalla stanchezza del terrore e del male che sono costretti a subire.
L’altro giorno ho risposto al bellissimo post di @fate.mi.d.ire in cui è citato il libro di Khaled Hosseini “Mille splendidi soli”. Sta succedendo questo, ancora. Ho vissuto quel libro in una commozione tachicardica e ora l’unica cosa che mi sento di augurare è che quelle persone riescano a scappare, che ci siano organizzazioni in grado di supportarle… e che noi saremo pronti ad accoglierle.


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