Essere o non essere questo è il dilemma…
Ciao a tutti, oggi vorrei parlarvi di una confidenza che sabato mattina mi ha fatto la mia amica e che vi spiegherò senza però entrare nei particolari poichè ne è stata coinvolta lei stessa, forse…
Appunto sabato mattina io e la mia amica siamo andate al bar di una piscina in un paese relativamente vicino al nostro per prenderci un sano aperitivo, aperitivo rigorosamente analcolico poichè gli alcolici sono calorici e per mangiare anche gli stuzzichini, occorre adeguarsi a una bevanda analcolica per l’appunto, altrimenti potrebbe essere che l’ago della bilancia sale e non sia mai detto!!!

Mentre stavamo cominciando a smangiucchiare e sorseggiare il nostro aperitivo, è arrivata una coppia di conoscenti insieme ad alcuni loro amici. Quegli amici che si conoscono un po’ di più o un po’ di meno… ci hanno salutate fugacemente per poi dirigersi subito verso la piscina. La coppia, invece, si è fermata brevemente al nostro tavolo dopo tanto tempo che non ci si incrociava. Naturalmente, su la mascherina per i convenevoli di rito e i classici bla bla bla… poi ci hanno salutato e si sono uniti ai loro amici.
Appena si sono allontanati, la mia amica mi dice: “Ma guarda te com’è la vita! Proprio ieri, in centro, ho incrociato quella tizia” – che faceva parte degli amici appena arrivati – “e mi ha raccontato che l’amica della coppia, fermandosi a parlare con lei, le ha rivolto un discorso tutt’altro che gentile.” A detta della mia amica, le parole pronunciate erano alquanto enigmatiche e “forse” anche velatamente rivolte proprio a lei.
La nostra città non è certo una metropoli, e più o meno ci si conosce un po’ tutti. Soprattutto perché i luoghi che frequentiamo – siano culturali o locali – alla fine sono sempre quelli. Inevitabile, quindi, incrociarsi. Anch’io conosco questa personcina: sembrerebbe educata e a modo, ma da ciò che ha detto e dal tono con cui si è rivolta alla mia amica, mi è apparsa piuttosto maligna e, soprattutto, molto superficiale. È proprio vero che le apparenze ingannano… E pensare che viviamo in un mondo sempre più attaccato all’apparire.
Non vi racconterò nel dettaglio il discorso, ma una parte della conversazione poteva sembrare indirettamente non proprio lusinghiera nei confronti della mia amica. E parliamo di una persona che, a mio parere, è tra le più genuine che esistano: quella genuinità che talvolta sfiora l’ingenuità. E sinceramente, se quelle parole erano davvero rivolte a lei, non le meritava affatto.
Mentre me ne parlava, ho notato che era afflitta. Mi è dispiaciuto vederla così, non solo per rincuorarla ma perché lo penso davvero. Sorridendo, le ho citato un proverbio forse un po’ presuntuoso: “Chi non mi vuole, non mi merita.” E le ho raccontato che, nel mio piccolo, quando vengo delusa da qualcuno – certo, dipende da quanto quella persona conta per me – in linea di massima non me ne potrebbe fregare di meno. Ho sempre pensato che la cosa più importante nella vita sia capire con chi si ha a che fare e comportarsi di conseguenza. E nel mio modo di comportarmi rientra anche la non curanza… che per me è il più grande dei disprezzi.
Giusto o no che sia questo il mio approccio verso ciò che mi delude, l’importante è che sono riuscita a far tornare il sorriso alla mia amica. E, ancora di più, a farle prendere atto che certe situazioni, nel bel mezzo del cammin di nostra vita, è meglio lasciarsele scivolare via.


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