Essendo questa sera la festa di Halloween e avendo tra i miei contatti qui su WordPress diverse persone che la apprezzano — chi perché la considera un’occasione per travestirsi e divertirsi, chi perché ne è affascinato fin dall’infanzia e chi, invece, la celebra soprattutto per la gioia dei propri bambini — qualche giorno fa ho trovato sul web questa fiaba e mi è sembrato piacevole condividerla.
Nonostante si tratti di una favola e forse possa apparire un po’ puerile da parte mia proporla, mi è piaciuta perché in un certo senso, la trovo dolce e rappresenta abbastanza bene il mio modo di vedere il mondo vegetale. Sono sempre stata dell’idea, magari anch’essa un po’ infantile, che anche il regno vegetale possieda un proprio linguaggio, attraverso il quale comunica con i suoi simili e non solo, ma anche con noi esseri umani. Non a caso, quando ci prendiamo cura del nostro orto, del nostro giardino o delle nostre piante da appartamento, queste ci ricambiano con la loro rigogliosità; mentre, se le trascuriamo, basta osservarle per comprendere che stanno soffrendo: smettono di produrre frutti, fiori e nuove foglie.
Auguro una buona lettura a coloro che vorranno leggere questa leggenda e una serena serata di festeggiamenti a chi onorerà questa tradizione, arrivata in Italia dagli Stati Uniti e ormai entrata a far parte anche delle nostre consuetudini.
LA PICCOLA ZUCCA

Una zucchetta su un tralcio teme di non riuscire a diventare la lanterna di zucca che la sua Mamma Zuccaia spera che sia.
C’era una volta una zucchetta che cresceva su un tralcio in un campo. Tutto il giorno il sole brillava su di lei e il vento le soffiava dolcemente intorno. A volte la pioggia tanto attesa cadeva lieve su di lei e, mentre la pianta affondava le radici nella terra per trarne un buon nutrimento che le scorreva nelle vene, la zucchetta beveva avidamente quel buon succo, e diventava sempre più grande, sempre più rotonda e sempre più soda.
Col passare del tempo crebbe così tanto da capire tutto ciò che le piante intorno a lei dicevano, e ascoltava con grande attenzione.
«Io nasco dal seme di una lanterna di zucca», disse questo tralcio a una vicina, «perciò devo far crescere solo lanterne di zucca».
«Anch’io», rispose la vicina, «ma niente lanterne di zucca per me. È una vita troppo faticosa. Io farò crescere solo zucche normali»
Quando la zucchetta sentì che avrebbe dovuto essere una lanterna di zucca, si preoccupò moltissimo, perché non le sembrava di essere in alcun modo diversa da una qualsiasi zucca normale, e se Mamma Zuccaia si aspettava che diventasse una lanterna di zucca, non voleva proprio deluderla.
Alla fine divenne così triste che i piccoli e danzanti raggi di sole se ne accorsero. «Che succede, zucchetta?» esclamarono. «Perché non tieni la testa alta e non ti guardi intorno come facevi prima?»
«Perché», rispose la zucchetta con tristezza, «devo essere una lanterna di zucca e non so come si fa. Tutto ciò che so fare è essere una piccola zucca gialla».
Allora le allegre brezze risero e risero, fino a scuotere il tralcio così tanto che tutte le zucche dovettero tenersi forte per non cadere giù. «Oh, zucchetta!» esclamarono, «perché ti preoccupi di quello che dovrai fare dopo? Cerca solo con tutte le tue forze di essere una piccola zucca gialla, e credi che se farai del tuo meglio, andrà tutto bene. Noi conosciamo un segreto, un bellissimo segreto, e un giorno te lo sveleremo».
«Oh, ditemelo adesso!» esclamò la zucchetta, ma i raggi di sole e le brezze risero insieme e ridacchiarono:
«Oh no, oh no, vedrai!
Tu cresci e cresci assai,
E un giorno lo saprai».
La zucchetta si sentì rincuorata. «Dopotutto», pensò, «forse se non posso essere una lanterna di zucca posso essere una buona zucca, e sono così in basso sul tralcio che forse Mamma Zuccaia non mi noterà». Si guardò intorno e vide che anche tutti i suoi fratelli e le sue sorelle erano solo delle piccole zucche.
«Oh, cielo», esclamò, «deluderemo Mamma Zuccaia? Nessuno di noi diventerà una lanterna di zucca?»
Allora tutti i suoi fratellini e le sue sorelline risero e dissero: «Che ci importa di essere lanterne di zucca? A noi importa solo bere il buon succo, e crescere e crescere».
Finalmente arrivò il freddo, e tutte le piccole zucche ormai erano diventate grandi, di un bellissimo giallo dorato. La più grande e la più gialla di tutte era proprio la zucchetta che per tutta l’estate si era impegnata tanto per diventare una lanterna di zucca. Non riusciva a credere che Mamma Zuccaia non la vedesse, perché era diventata così grande che chiunque la vedesse esclamava di meraviglia; eppure Mamma Zuccaia non sembrava affatto delusa, continuava semplicemente a lavorare, trasportando il buon nutrimento che manteneva ben sazi i suoi figli zucca.
Finché, in una gelida mattina, un gruppo di bambini arrivò nel campo. «Le zucche sono pronte!» gridarono. «Le zucche sono pronte; e noi troveremo la più grande, la più gialla e la più bella per fare una lanterna di zucca per la festa del Giorno del Ringraziamento. Tutti i nonni, le nonne, gli zii e le zie la vedranno, e noi mangeremo le torte di zucca preparate con lei!»
Cercarono di qua e di là, per tutto il campo, e spostarono i tralci per vedere meglio. All’improvviso videro la zucchetta. «Oh!» esclamarono, «Che lanterna di zucca perfetta! Così grande, soda, rotonda e gialla! Questa sarà la lanterna di zucca per la nostra festa del Giorno del Ringraziamento, ed è così grande che ci sarà torta a sufficienza per tutti».
Allora raccolsero la zucca e la portarono nel fienile. Il papà fece un buco in cima, intorno al picciolo, lo sollevò con cura e ne svuotò allegramente l’interno, che i bambini portarono alla mamma in cucina. Poi il papà intagliò gli occhi, un naso e una bocca, e ci mise dentro una grossa candela. «Oh, guardate che bellissima lanterna di zucca!» esclamarono.
La zucchetta aspettava nel fienile. «Finalmente sono una lanterna di zucca», disse.
Dopo un po’ si fece buio, e il papà venne a prenderla, la portò in casa, accese la candela e la mise proprio al centro della tavola, e tutti i nonni, le nonne, gli zii e le zie esclamarono: «Oh, che bellissima, grande, rotonda e gialla lanterna di zucca!»
Allora la zucchetta fu felice, perché sapeva che Mamma Zuccaia sarebbe stata orgogliosa di lei, e brillò—brillò—BRILLÒ, finché la candela non si consumò del tutto.

La fiaba e le relative immagini sono state tratte da qui

