Il rientro


Sono ormai trascorsi sette giorni dal mio rientro al lavoro e, con una certa sorpresa ma anche con una punta di sollievo, mi accorgo di essere davvero contenta di aver ripreso la mia routine. È come se, dopo un periodo di interruzione, tutto fosse tornato al proprio posto: i ritmi, le responsabilità, persino quel leggero affanno che accompagna le giornate più intense.

Le vacanze, che siano invernali o estive, hanno certamente il loro fascino. Sono un tempo prezioso in cui ci si concede di rallentare, di respirare più profondamente, di dedicarsi a ciò che durante l’anno si rimanda. Ma ho capito che riescono a essere davvero rigeneranti solo quando si esce dal proprio ambiente abituale. Quando si parte, quando si cambia aria, quando si spezza davvero il ritmo. Diversamente, restare a casa — pur tra pranzi, cene, inviti, incontri con amici e mille piccoli svaghi — non produce lo stesso effetto. Se i giorni di ferie sono più di pochi, finisco inevitabilmente col sentire la mancanza del lavoro, come se un pezzo della mia identità restasse in sospeso.

C’è qualcosa nei ruoli quotidiani, nelle responsabilità, nel dinamismo delle giornate lavorative che, per quanto impegnativo, dà conformazione e direzione. È un equilibrio sottile: da un lato apprezzo il lusso di tirare il fiato, di non avere orari, di lasciarmi andare a un tempo più morbido; dall’altro, dopo un po’, mi manca quella corsa leggera che scandisce le mie giornate, quel senso di utilità, di movimento, di presenza attiva nel mondo. Il lavoro, con tutte le sue richieste, finisce per essere anche un punto di orientamento tanto è vero che, la notte prima del rientro in ufficio, ho sempre l’adrenalina a mille e finisco, come al mio solito, per non riuscire a prendere sonno. Dormo sì e no un paio d’ore in tutta la notte, tanto sono eccitata all’idea della ripresa lavorativa.

Le vacanze invernali, poi, hanno una loro peculiarità: le festività cadono spesso in mezzo alla settimana, spezzano il ritmo, confondono i riferimenti. Ci si ritrova a non sapere più che giorno sia, a perdere il filo del calendario non aprendo l’agenda perché non ce n’è bisogno. E se da un lato questa sospensione ha un suo fascino, dall’altro può diventare disorientante. L’assenza dell’andare al lavoro, del consultare gli impegni, del seguire una scansione precisa delle giornate, finisce per far perdere quel senso di continuità che nella quotidianità di solito diamo per scontato.

Per questo, quando rientro, sento quasi un piccolo assestamento interiore: come se tutto tornasse a combaciare. Il lavoro diventa di nuovo la cornice entro cui si muovono i miei giorni, e io ritrovo il mio passo, il mio ritmo, la mia direzione. E in fondo, questa sensazione di ritrovata normalità è una delle cose che più mi fa apprezzare il rientro.

Fotografia personale

33 risposte a “Il rientro”

  1. Le vacanze sono salutari se durano poco. Il troppo storpia. Buona giornata Giusy

    Piace a 2 people

    1. Bravissima Emyly, in due parole hai riassunto il concetto del post. Buon proseguimento di giornata 😘

      Piace a 1 persona

  2. Cara Giusy,
    il tuo articolo è uno di quei testi che non si limitano a raccontare un’esperienza, ma la metabolizzano. Si sente, riga dopo riga, una consapevolezza profonda, maturata nel tempo, capace di tenere insieme leggerezza e responsabilità senza mai forzare il tono.
    Mi ha colpito la delicatezza con cui parli della routine: non come di un vincolo, ma come di una struttura necessaria, quasi affettiva, che restituisce orientamento e continuità. Nei tuoi ritmi, nelle tue giornate “piene”, persino in quel leggero affanno che accompagna il lavoro, c’è una forma di fedeltà a te stessa, al tuo modo di stare nel mondo. È una visione adulta, rara, e per questo preziosa.
    Bellissima anche la riflessione sulle vacanze vissute senza un vero distacco: non c’è giudizio, solo lucidità. Mostri come il tempo sospeso possa essere affascinante, ma anche disordinante, quando viene meno quella scansione che, silenziosamente, ci tiene insieme. E l’immagine dell’adrenalina della notte prima del rientro è tenera e potente insieme: non inquietudine, ma entusiasmo, partecipazione, desiderio di riprendere il proprio passo.
    Il tuo è un modo di scrivere che accoglie, che non ha bisogno di dimostrare nulla, e proprio per questo arriva lontano. Trasmetti equilibrio, presenza, profondità. Come sempre vera ….

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Fra, sono rimasta disarmata dal tuo commento, hai saputo cogliere ogni aspetto di quanto da me scritto con quella sensibilità e capacità, come se fossi io stessa a descrivere il suo contenuto a qualcuno che potrebbe non averlo compreso e che mi chiedesse spiegazioni al riguardo. Lavoro con una certa passione e tu, tra le mie righe, hai compreso anche questo aspetto che poi tutto sommato, senza specificarlo, è il vero senso del post e che più di tutto, mi fa pacere che sia stato colto. Grazie per la tua attenzione e grazie per le tue parole finali e, se posso dirlo, ne vado orgogliosa.

      "Mi piace"

  3. Sono felice di sapere che il tuo lavoro ti è in un certo senso mancato

    Significa che lo ami, cosa non da poco.

    Te lo dico io che ho sempre amato il mio lavoro di insegnante.

    Ti abbraccio

    Piace a 1 persona

    1. Carissima Luisa hai colto perfettamente il mood del post, è proprio quella passione e quella cura che metto nel mio lavoro che mi rendono così entusiasta proprio esattamente come è stato per te. Grazie, un affettuoso abbraccio 🥰😘❤️

      Piace a 1 persona

      1. Un abbraccio forte anche a te, mia carissima Giusy 💞

        Piace a 1 persona

  4. 🎀 Bell’escursus sul rientro lavorativo ~ In effetti ne descrivi gli aspetti quotidiani ed intimi la cui positivita’ appare paradossale in relazione alla liberta’ vacanziera ~ Ritmi, orari, percorsi, frequentazioni, scandiscono la routine lavorativa e ne fanno un ambito di certezze e di condivisione ~ Io credo che ogni situazione presenti la inalienabile “duplicita”‘, ovvero i pro ed i contro ~ Alla fine si tratta di prendere il buono ed armonizzarlo con il resto ~ Il buon senso e la giusta sensibilita’ verso le cose e’ una ricchezza della persona ~ Buon mercoledi’ cara Giusy!

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Paola, certo c’è sempre un diritto e un rovescio in ogni medaglia, bisogna saper coglierle e renderle armoniose tra loro. Tutto sommato sono dell’avviso che le vacanze almeno per me, sono belle ma se durano poco, quando diventano giorni troppo prolungati è la verità, finisce col mancarmi il lavoro e i suoi ritmi anche se alle volte possono essere piuttosto incalzanti, del resto io amo il mio lavoro e comunque sia lo svolgo con la giusta passionalità. Grazie del tuo intervento, buon proseguimento di giornata 🏵️

      Piace a 1 persona

  5. Concordo sul fatto che le vacanze possono essere destabilizzanti. Anche io sentito un certo sollievo nel riprendere la routine, quest’anno più di altri.

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Raffa, personalmente credo che le vacanze siano carine quando durano poco sia che si va via sia che si rimanga a casa, non è quello il unto ma è la durata che anche nelle vacanze forse, il troppo storpia. Grazie del passaggio, buon proseguimento di giornata 🏵️

      Piace a 1 persona

  6. Sono d’accordo con te cara Giusy. Ma il bello della tua riflessione è che evidenzia la serenità con cui ti approcci al lavoro, e non è da tutti. :-)

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Nadir, effettivamente io amo il mio lavoro e quel contatto sereno che hai saputo cogliere nel post, è proprio dovuto a questo. Grazie infinite, buon proseguimento di giornata 😘

      Piace a 1 persona

  7. Per me sono volate queste vacanze, forse perché sono stata via, ma sarei stata in vacanza ancora un po’.

    Piace a 1 persona

    1. Quando sono troppo brevi e appunto vado via, anche a me sembrano un soffio però quando sono lunghe, personalmente il lavoro e i suoi ritmi mi mancano, sarà anche dovuto perché svolgo un’attività che mi appassiona. Buon proseguimento di giornata e grazie del passaggio 😘

      Piace a 1 persona

  8. Alla fine è la nostra vita e, per fortuna, diciamo che più o meno possiamo scegliercela apprezzandone il bello, la routine, gli impegni, ma anche gli svaghi e i rapporti con gli altri. Le vacanze per definizione sono proprio una parentesi. Se la stessa vacanza fosse la vita di tutti i giorni non sarebbe una vacanza e vorremo cambiare anche quella.

    Piace a 2 people

    1. Bravissimo Topper hai detto proprio bene; se le vacanze fossero tutto l’anno ci si stancherebbe e si vorrebbero cambiare. Grazie del passaggio, buon proseguimento di giornata 😜😉

      Piace a 1 persona

  9. Quando sono in ferie, dovunque io sia, non sento affatto la mancanza del lavoro. Recupero la mia vita e un tempo libero che nessuno mi potrà mai restituire, né ripagare. Un abbraccio e buon pomeriggio cara Giusy 💞

    Piace a 2 people

    1. Ciao Katia, in un primo momento anch’io non ne sonto la mancanza anzi, il giusto riposo per mente e corpo ma poi alla lunga il lavoro mi manca, considerando che svolgo un’attività che mi appassiona. Grazie di avere espresso la tua opinione, ti auguro un buon proseguimento di giornata 🌺

      Piace a 1 persona

  10. Le vacanze sembrano volare: le si attende con gioia ed in un attimo sono già passate.
    Sono belle ma è altrettanto bello poter riprendere la propria routine, 🙂.

    Piace a 1 persona

    1. Se i giorni di vacanza sono troppi, francamente mi viene la nostalgia del lavoro e alla mia quotidianità. Serena notte Ely 😘

      Piace a 1 persona

      1. A te una buonissima serata carissima Giusy, 🤗🤗🤗!

        Piace a 1 persona

  11. Per me è vacanza tutti i giorni perché sono una pensionata… da vari anni ormai non scandisco più la mia vita tra tempi del lavoro e tempi del non lavoro, devo dire però che sebbene abbia amato molto il mio lavoro e pensi che sia stato essenziale per me lavorare, nonostante lo stress che mi comportava avendo una famiglia impegnativa, quando ho smesso non ho sentito la mancanza del lavoro né il vuoto della pensione. Ho molti interessi e riesco a riempire le mie giornate, inoltre non mi dispiacciono i tempi morti, tipo indugiare nel letto la mattina con un libro…

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Marisa, forse quando poi si viene in pensione è diverso perché effettivamente si è arrivati a un punto che si è trascorso la maggior parte degli anni a lavorare e belli specifici, un tirare il sospiro ci vuole e ci sta più che bene senza più stress di orari e responsabilità. Grazie di avere esposto la tua esperienza, buonanotte 🌹

      "Mi piace"

  12. Personalmente odio le vacanze perché sembra che tutto si concentri nella vigilia e nel ritorno. Meglio la routine: senza picchi di lavoro stressanti. Almeno quando ancora lavoravo era così: due giorni prima si sviluppava una nevrosi assurda, manco si dovesse andare in vacanza per sempre. Al ritorno al contrario sembrava di avere lasciato un arretrato mostruoso. Il risultato finale era che partivi distrutto e ricominciavi col fiatone.
    Da quando sono in pensione, comunque non mi annoio di certo: assisto la mia compagna gravemente disabile e cerco di rubare qualche piccolo spazio per scrivere. Ma pure in questo prseguo di vita trovo che sia preferibile il tran tran alle vacanze, ai ponti ed alle festività.
    Buonasera 🙏🌜⭐️💫✨️🌛🌹

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Silvi, tu comprendo perfettamente diciamo che le vacanze possono essere gradevoli soltanto quando sono brevi, devono lasciarti quella voglia di tornare in vacanza, quasi come una piccola nostalgia. Grazie del passaggio, serena notte 🤗

      "Mi piace"

  13. Adoro la quotidianità, la routine mi fa stare bene,ma farei a meno del delirio, ma l’ universo trama contro
    Buona serata

    Piace a 1 persona

    1. …su difatti è così bella la quotidianità, le vacanze vanno bene quando sono brevi. Buonanotte.

      "Mi piace"

  14. Credo sia un po’ per tutti così, ma non ho esperienza di vacanze mi sono spostata da casa per motivi di lavoro o di salute, quindi niente vacanze né invernali né estive per cui posso parlare delle chiusure e riapertura di negozio ,avevo due profumerie, ma su due livelli e la parte superiore era addetta ad articoli ch’erano quasi introvabili , ma da me erano presenti perché trattavo anche cose impensabili e i clienti erano abituati senza orari di apertura o chiusura perché avevo creato una ” zona confort ” per i miei bambini e quindi anche i miei figli erano abituati.Ho amato tanto il mio lavoro anche adesso mi manca il rapporto con i clienti che spesso diventavano assidui . Posso invece dire che le festività mi stressano e non vedo l’ora di riprendere la mia normalità :
    niente cucina feroce con manicaretti e dolci e poi personalmente odio anche le festività religiose e quindi non vedo l’ora che passino.Buona Notte Giusy 🌹👍🏻🍀🤗
    ” Mi è piaciuto il tuo articolo e ti fa onore prendere il tuo lavoro con tanto Amore ,come fosse una vocazione, mi sarebbe piaciuto insegnare, ma ho fatto altro.”Ciao 🥰✨🌟

    Piace a 2 people

    1. Ciao Desire, comprendo che avendo lavorato nel commercio, ti sia venuto a mancare il contatto con le persone, da quel che so, è piuttosto comune questa mancanza tra ex commercianti. Grazie del passaggio e, vista l’ora, ti auguro buonanotte 😘

      Piace a 1 persona

Lascia un commento

Benvenuti

Ciao a tutti! Benvenuti in questo blog, il luogo ideale per esplorare idee, ispirazioni e storie affascinanti. Troverete articoli su vari argomenti,  le mie riflessioni e considerazioni anche per quanto riguarda temi di attualità. Sono entusiasta di intraprendere questo viaggio insieme a voi!

È un blog pensato anche per gli appassionati di lettura e arte in genere. Qui condivido i miei interessi, dalla fotografia agli autori e libri da me preferiti, oltre alla mia ammirazione per tutte le forme di arte. Unisciti a me in questo viaggio per scrutare insieme anche le meraviglie del mondo artistico e letterario.




gennaio: 2026
L M M G V S D
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031