Sopravvivere al pensiero unico


Ultimamente mi è capitato di leggere un articolo che non è altro che la recensione del Professore Giovanni Sessa inerente al libro “Sopravvivere al pensiero unico” dell’autore Luigi Iannone.

Premetto, dopo aver letto la recensione ho acquistato il libro ma per il momento non ho avuto ancora il tempo di iniziare a leggerlo.

Questa recensione e da ciò che ho appreso della trama del libro, direi che è stata per me illuminante nel senso che personalmente, già da diverso tempo mi pongo delle domande e con relative conclusioni e difatti, tutto questo sia la recensione che il libro sembrerebbero, più che mai confermare i miei dubbi e le rispettive conclusioni.

Tra politicamente corretto e tra le varie idee e attivismo che si concentrano sulla promozione della giustizia sociale e dell’uguaglianza più che mai legittime dal mio punto di vista, alla fine però la direzione sembrerebbe quella di portarci a perdere la nostra memoria, il nostro essere, appare come che il sistema ci stia indottrinando e non poco anziché sensibilizzarci.

Premetto, se c’è una persona sempre attenta agli altri alle loro etnie e quant’alro, non per vantarmi, ma quella sono io, sono sempre stata per la giustizia e l’uguaglianza di ogni genere ci mancherebe e anzi, sempre dalla parte e preso le diffese di coloro che possono pensarla e vederla diversamente da noi, ho sempre accettato tutto e tutti senza appunto fare distinzioni o addirittura additare e in tutto questo, nell’arco dei miei giorni ho avuto modo di conoscere persone a dirsi poco splendide pur appartenendo a una cultura diversa dalla mia, credo che il buon senso dovrebbe dare a Cesare ciò che è di Cesare… e saper riconoscere tutto quanto di buono risiede indipendentemente nel nostro prossimo.

Ma ciò che negli ultimi anni mi sta lasciando perplessa è appunto questo continuo e costante ammaestramento e il mio timore è proprio quello più rivolto alle giovani leve, con quali concetti cresceranno eliminando la nostra memoria perché a me sembra che sia proprio questo che si stia facendo. Il dubbio già mi era sorto diversi anni addietro quando dalle scuole italiane per legge venne eliminato il Crocefisso adesso, io non sono di certo cattolica ma ciò nonostante, il gesto mi ha disturbata e non poco, se un qualsiasi straniero viene a risiedere nel nostro bel paese, si sa per antonomasia che siamo un popolo per la maggior parte Cattolico con le nostre tradizioni e usanze e credo che se si deve rispettare il prossimo perché la pensa in maniera diversa da noi, il prossimo debba anche rispettare noi che siamo il popolo occidentale che siamo… Personalmente mi sta benissimo e condivido che coloro che appartengono a una religione diversa dal cattolicesimo, abbiano le loro chiese e i loro punti di ritrovo per pregare etc. Però sinceramente non mi sta più bene quando sembra quasi confluire tutto sulla negazione del cattolicesimo, ecco appunto, se a questo mondo c’è posto per tutto e per tutti come ho sempre creduto e affermato, c’è altrettanto posto per accettare che nelle scuole italiane sia esposto il Crocifisso e che diamine!!! Tanto più tenendo conto delle origini del suo popolo, prettamente appunto cattoliche. Parlando del Crocifisso è soltanto un esempio che voglio portare proprio per rendere bene l’idea del mio pensiero in generale.

Noi ormai siamo tutti maggiorenni e vaccinati, con le nostre idee e chi con mentalità più elastica anche propenso a vedere a tutto tondo senza calpestare niente e nessuno, purtroppo esistono anche tra gli adulti coloro che sono più restii all’ammissione e in questo caso, è certamente più faticoso aprirgli uno spiraglio di accettazione ma non impossibile e comunque, per quanto ancora in tanti, in ogni caso una minoranza rispetto a tutti noi più attenti anche alle esigenze e bisogni altrui.

A mio modesto parere, mi pare che la direzione sia quella di andare all’opposto di tutto quello che sino ad oggi è stata la nostra cultura la nostra mentalità il nostro essere, sembra si vogliano cancellare le radici di chi siamo e di coloro che siamo sempre stati come uomini, ho la vaga impressione da diverso tempo oramai, che piano piano si voglia dare la direzione che tutto ciò che risale alla nostra memoria di essere umano e di cultura, sia sbagliato (presto ci arriveremo) e far prevale invece la diversità ad ogni costo, indipendentemente quale essa sia questa diversità che poi, diverso e non, la normalità è soltanto un punto di vista con mille sfaccettature e ognuno di noi persone conscenzienti e adulte, abbiamo il proprio e in questo caso non esiste e non dovrebbe assolutamente esistere chi ha torto e chi ha ragione, sono semplicemente modi diversi di concepire la vita, l’importante credo sia non delinquere, questo è il fondamentale, quando invece vige l’onestà, ma che sia il benvenuto chiunque egli sia.

Sempre secondo il mio punto di vista più che mai oppiniabile, credo che sarebbe giusto svolgere invece un lavoro di accoglienza rivolto alla sensibilizzazione per tutto e tutti coloro che la vedono e pensano diversamente da noi, soltanto così si può preservare ogni essere umano senza scalzare niente e nessuno e altresì sarebbe un ottimo insegnamento ai giovani, almeno ci sarebbe la speranza che crescano con le idee più chiare e con una propria opinione e mentalità senza alcuna forzatura, questo è educare e sensibilizzare. In realtà come detto sopra, sono proprio i giovani la mia preoccupazione principale, se continuiamo con questo andamento cresceranno spiazzati e alla fine non saranno neanche più in grado di saper valutare il bene dal male, l’onestà dalla disonestà e questo, assai ben peggiore e con gravissime conseguenze…

Tutti questi concetti che ho espresso è da diversi anni che mi frullano per la mente e confesso, alle volte facendomi sentire quasi un extraterrestre poiché mi è sempre capitato di imbattermi in coloro che non conoscono assolutamente il saper accettare e che non condividono oppure l’esatto contrario: coloro che invece vogliono imporre il cambiamento.

E’ per questo che mi ha colpito e sono rimasta entusiasta della recensione che ho letto e che qui di seguito ci tengo a riportarla esattamente come è apparsa sotto ai miei occhi. Il leggerla mi ha dato come uno scossone della serie: ma allora non sono così fuori dal mondo e così visionaria come forse credevo di essere ritenendomi anche troppo critica col sistema e vedendo in lui delle quasi sopraffazioni indorandoci la pillola come soltanto lui sa fare…

Quanto da me ribadito per mia scelta è piuttosto un discorso generico sulle varie tematiche senza o quasi volere entrare nelle specifico mentre invece la recensione di Sessa e il libro stesso di Iannone, approfondiscono i vari argomenti.

Qui di seguito la recensione del professore Giovanni Sessa:

L’ultima fatica letteraria di Luigi Iannone, Sopravvivere al pensiero unico. Breviario contro il conformismo delle nostra epoca, nelle librerie per l’editore Historica Giubilei Regnani (pp. 132, euro 14,00), è un libro di sicuro rilievo. L’autore, nelle sue pagine, presenta al lettore la condizione di miseria esistenziale, politica e spirituale, in cui versa l’Occidente (più probabilmente l’intero mondo) gravato dal “wokeismo” e dalla “cancel culture”.

Il testo è impreziosito dalla prefazione di Marcello Veneziani. In essa, il noto saggista rileva che, di fronte a tale situazione, di fronte alla Cappa (titolo di un recente volume di Veneziani) ideologica che imperversa su di noi, non resta che trovare ricovero sicuro nella dimensione del pensiero critico e rimanere fedeli all’assunto: «fai in modo che ciò su cui tu non puoi far niente, nulla possa fare su di te» (p. 9).

A causa del “wokeismo”, sostiene Iannone, stiamo sprofondando in un mondo che disconosce le identità, antropologica, sessuale, etnica.

In nome della dismisura, valore perseguito dalla società capitalistico-cognitiva in ogni ambito, si tende a perdere di vista, non solo il senso del limite, ma anche la memoria condivisa. Il soggetto contemporaneo è un narciso il cui mondo interiore, destrutturato dalla cancellazione del passato imposta dall’“intellettualmente corretto”, è ridotto a vivere dimidiato in un eterno presente privo di effettiva profondità: «Siamo di fronte a un evidente logoramento dei fondamenti condivisi […] al trionfo di un relativismo che, per una singolare bizzarria, edifica ed impone dogmi moralistici in un contesto […] nel quale “libertà illimitata e dispotismo illimitato non sono più in opposizione ma si sono fusi”» (pp. 11-12). Il pensiero unico vorrebbe emancipare l’individuo, ma attraverso l’assolutizzazione del desiderio, ha finito per renderlo schiavo.

L’uomo occidentale, a causa del “lavaggio del cervello” cui è stato sottoposto durante le fasi evolutive della “cancel culture”, ha finito per odiare se stesso, la sua tradizione, divenendo oicofobico. Hanno colto nel segno, a nostro parere, Alain Badiou e Giovanbattista Tusa: oggi pensiamo dalla fine della storia occidentale, all’interno di una realtà atomizzata, pulviscolare e virtuale.

In tale contesto, negli ultimi decenni, si sono manifestati episodi eclatanti che testimoniano la volontà dei “padroni del vapore” di rigettare il nostro passato, tacitando il ruolo di personaggi o di opere ritenute non compatibili con la vulgata wokeista: distruzioni o imbrattamenti di statue dedicate a personaggi coinvolti nel colonialismo dell’uomo bianco, tagli di libri non conformi, anche se opera di insigni letterati, epurazione del lessico abitualmente in uso in nome del gender. Insomma: «il fondo magmatico in cui si naviga è quello della manipolazione costante e a più livelli della realtà» (p. 16). Sotto il profilo esistenziale, la situazione attuale, riferisce Iannone, fu anticipata profeticamente da Ernst Jünger. Nella realtà contemporanea: «“il progresso si scontra con il panico, il massimo comfort con la distruzione, l’automaticismo con la catastrofe”» (p. 19). Viviamo in un sistema di sorveglianza attiva, continua, accompagnata da rigida censura nei confronti delle idee non conformi. Il linguaggio, con l’utilizzo dello “Schwa”, è divenuto testimonianza della volontà di trascrivere in “ortografia corretta” i rapporti di forza vigenti all’interno della civilizzazione “tecnomorfa”.

La riduzione linguistica è strumento atto a inibire, a priori, il possibile sorgere del pensiero divergente: essa è supportata dall’idea dell’incombere sul presente del fascismo eterno. Il non conforme subisce, pertanto, la: «reductio ad Hitlerum di (cui disse) Leo Strauss» (p. 30). Il quadro di riferimento valoriale proprio della “cancel culture” va rintracciato nella religione dei diritti: essa «porta al crepuscolo dei doveri e la lotta all’intolleranza sfocia nel regime della sorveglianza» (p. 33). Tale cultura è inscritta, fin dagli albori, nell’humus dal quale sorsero, con la rivoluzione, gli USA. La cancellazione della memoria accompagnata dalla fine del pensiero ha reso gli individui atti ad accogliere ogni novità, presentata, attraverso l’eterodirezione sociale, quale essenziale conquista per le sorti dell’umanità. Si sta realizzando l’incubo di cui ebbe sentore Pasolini. Viviamo in una società: «incardinata sul consumismo e su un globalismo piatto che apre al mutamento antropologico» (p. 68).

Le appartenenze sessuali vanno negate in nome della fluidità. Questo è il frutto, preparato in un lungo iter, del connubio instauratosi, a partire dalla seconda metà del secolo XX , tra marxismo e liberalismo progressista, come riconobbe, tra i primi, Augusto Del Noce. La “cancel culture” è, in questo senso, espressione radicale e terminale dei movimenti neo-gnostici.

Alla pars destruens del libro di Iannone, centrata sulla descrizione della realtà contemporanea, fa seguito la pars construens. Nei due momenti, l’autore si avvale di numerosi riferimenti bibliografici che non appesantiscono il testo, la cui lettura risulta, pertanto, agevole e stimolante. Negli ultimi capitoli Iannone si chiede: Che fare? Preso atto che ormai la direzione di comando ha assunto tratto orizzontale e virtuale, modalità che di fatto ha sterilizzato una possibile azione delle istituzioni propriamente politiche, anche in forza della capacità mimetica del potere attuale, Iannone, dopo aver presentato le tesi di Ugo Spirto e Augusto Del Noce, inerenti al ruolo della tecnica quale volano del mondo capitalista, sostiene non essere possibile, allo stato presente delle cose, richiamarsi ad un sovranismo statuale puro. Bisognerebbe puntare, di contro, tanto sulla competizione tra Stati, quanto sulla cooperazione tra essi: «in un continuo equilibrio tra difesa delle specificità e rispetto della convivenza sociale tra diversi» (p. 117). Perché tale percorso abbia successo risulta imprescindibile riavvicinarsi al Sacro. Il Sacro e il valore del tràdere, infatti, non possono mai essere sradicati e de-strutturati completamente dall’interiorità dei singoli e dei popoli. Con de Benoist, è possibile asserire che nella Tradizione: «L’essere diviene: siamo sempre noi stessi e non siamo mai gli stessi» (p. 123).

Tradizione indica custodia del fuoco vitale, non delle ceneri del passato. Per ritrovarci in essa bisogna: «abbandonare il culto dell’io (oggi imperante) e invertire le priorità» non naturali del “wokeismo”. Un risveglio, nonostante tutto, ancora possibile…








28 risposte a “Sopravvivere al pensiero unico”

  1. Per rispondere alle tue riflessioni che condivido come sai: ci vogliono tutti più stupidi perché la stupidità è dominabile 🤍

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    1. Bravissima Paola hai perfettamente riassunto il tutto 👏👏👏 Buona serata 😘

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      1. Anch’io sono totalmente d’accordo con Paola.

        Ha detto esattamente quello che pensavo man mano che leggevo il tuo post davvero interessante .

        Buona serata e grazie per le tue riflessioni 🤗😘🤗

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      2. Grazie Luisa di tutto. Buona serata un abbraccio 🥰

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      3. Purtroppo Giusy

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  2. Ognuno deve pensare con la propria testa, altro che pensiero unico. Nessuno si può essere un altro, neppure nel pensiero

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    1. …e difatti così dovrebbe essere e sicuramente è per noi adulti, ma i giovani? Ci sono segnali piuttosto preoccupanti per il come inquadrare giustamente il senso di tutte le cose, i più piccoli se crescono con questi lavaggi di cervello da adulti saranno confusi e anzi, come ho detto, neanche più in grado di saper riconoscere il bene dal male che è cosa assai ben peggiore 😒 Buona serata cara Emyly 💕

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  3. In ogni movimento c’è un manipolo di esagitati fondamentalisti che cerca di egemonizzare ed indirizzare i fenomeni sociali originati dall’evoluzione naturale della storia umana. Ma non ne farei una tragedia: sono come le mode: passeggeri del vento.
    Grazie per la riflessione🌹

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    1. Mah speriamo che sia così ma ultimamente i presagi non sembrerebbero promettere nulla di buono purtroppo… Gfrazie a te per avere espresso il tuo parere e ti auguro una piacevole serata 😊

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  4. Anch’io spero che sia soltanto una moda, che passi, ma vedo in giro segnali preoccupanti. Cercherò il libro di cui parli e che mi sembra interessante.

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    1. Ciao Raffa, anch’io come te vedo dei segnali piuttosto preoccupanti e il mio pensiero principale è sempre rivolto alle giovani leve, con questi esempi e con questi indottrinamenti ma come si può pensare che crescano con le idee chiare? Buona serata e grazie per il tuo passaggio 💕

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      1. Il pericolo è soprattutto per i giovanissimi, hai ragione. Buona serata, Giusy ✨

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  5. Stavano anche pensando di riscrivere i libri di storia… :-(

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    1. …ma dai? Questa proprio non la sapevo semmai dovesse accadere siamo arrivati proprio alla frutta!!! Buona serata cara Nadir 😘

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  6. W le tradizioni e i rituali. Concordo su tutto

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    1. Grazie Egle meno male che con questo post mi sto accorgendo di quante persone tra di voi sono più tradizionalisti e rispettosi comunque di tutto ciò che è diverso. Buona serata cara 😘

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  7. Non se ne può più. Credo che ognuno di noi nel suo piccolo dovrebbe ribellarsi

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    1. …eh lo credo anch’io ma credo anche che nessuno ne sia capace veramente, siamo tutti degli imbambolati a prendere per oro colato ciò che ci viene detto 😒 Buona serata e grazie di avere postato il tuo parere 🌹

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  8. I grandi ideali, la libertà, l’uguaglianza, etc. che sono grandi appunto possono essere sporcati da idioti che fanno meri gesti dimostrativi.
    Creando danni proprio alle persone che credono in questi ideali 🐈‍⬛❤️

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    1. Ben detto Paola, quando appunto gli ideali vengono mischiati in atti idioti e talvolta, anche pericolosi, diventa una vera tragedia creando come affermi, danni a coloro che credono diciamo genericamente nella giusta libertà di pensiero e azione. Buona serata e grazie per questo tuo contributo 🌺

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      1. Grazie a te per la proposta stimolante, serve per riflettere ed è importante 🙂🌹❤️

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  9. Molto interessante. L’uso dello schwa mi fa particolarmente inc*re perché è una vocale indistinta presente in diverse lingue e anche, per esempio, in alcuni dialetti italiani, ma nulla ha a che fare con la faccenda dell’inclusione, del genere, ecc.

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    1. Difatti anche a me il termine mi fa incavolare sapendo appunto che non ha nessuna attinenza con l’inclusione del genere. Buona serata 🌹

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  10. Esempio…elezioni di vittoria di Trump.
    Ho con lui…o deportato.

    Mi scontro anche con i miei parenti italoamericani, fanatici accaniti di Trump.
    La vedo triste…molto. Non è che poi l’avversario fosse tanto preparato ad essere Presidente, dato il periodo molto delicato.
    Abbraccioni affettuosi cara Giusy.💕🫂😘

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    1. Purtroppo in tutto e per tutto è un gran caos e un gran lavaggio di testa 😒 Scusa il ritardo avevo dimenticato di rispondere anche perch* + un periodo che sono davvero poco su Wp causa motivi lavorativi, pardon 🙏 Un abbraccione a te carissima amica -🥰❤️

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