In un vortice di stelle cadenti, la vita a volte ci sorprende con tempeste inaspettate. Così è stato per il cielo della mia famiglia, dove una stella, il fratello di mio marito, ha smesso di brillare troppo presto, lasciandoci nell’oscurità di una notte senza luna. La sua battaglia contro una malattia implacabile è stata breve e intensa, e in soli tre mesi, il sipario si è chiuso su un atto finale che nessuno avrebbe voluto vedere.
Non desidero addentrarmi nei dettagli di questa tragedia, perché il dolore è un quadro troppo intimo per essere esposto in una galleria pubblica. È un’opera che richiede delicatezza e rispetto, e che appartiene al cuore di chi lo vive in prima persona.
In questi mesi il silenzio è stato il mio rifugio, un luogo dove le parole non trovavano spazio. Ho ricevuto alcune e-mail di rammarico per la mia assenza e se questo silenzio ha generato preoccupazione, vi chiedo umilmente perdono. Il blog, che lo ritengo essere un po’ come un giardino di pensieri condivisi, è rimasto in letargo mentre curavo le ferite dell’anima.
Ora, mentre il tempo intesse lentamente la tela della pazienza, mi preparo a riaprire le porte di questo spazio virtuale. Cerco la luce oltre la tempesta, un raggio di sole che scaldi le parole e restituisca loro colore e vivacità. Non sarà un risveglio immediato, ma un risveglio dolce, quando il cuore sarà pronto a danzare nuovamente con le parole.
Vi ringrazio per aver atteso anche al mio fianco, per la comprensione che avete mostrato, e per la pazienza che continuate a regalarmi. Presto, torneremo a navigare insieme nel mare delle storie e delle emozioni.
Con gratitudine, by Giusy

